Archivio per Bolivia

Vertice straordinario dell’Alba su uno storico campo di battaglia. L’ncremento del numero dei membri si baserà su uno schema di cooperazione e complementarità, che considera le asimmetrie di tutti i paesi membri

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , on giugno 25, 2009 by Maria Rubini

Ecuador, San Vicente y las Granadinas e Antigua y Barbuda si uniranno questa settimana alla Alternativa Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), ha informato domenica 21 il presidente del Venezuela, Hugo Chávez.

Nella  sua colonna domenicale “Le linee di Chávez”, il presidente  ha ratificato l’importanza dell’iniziativa di cooperazione in appoggio all’integrazione  regionale.

Il Vertice straordinario dell’ALBA si realizzerà da mercoledì 24 di giugno nello Stato venezuelano di Carabobo, in coincidenza con un anniversario di una battaglia storica nel 1.821, che segnò l’indipendenza della nazione sudamericana dalla Spagna.

Il gruppo, che include Bolivia, Cuba, Dominica, Honduras, Nicaragua e Venezuela, si basa su uno schema di cooperazione e complementarità, che considera le asimmetrie di tutti i paesi membri.

In agenda, oltre i nuovi ingressi, spiccano le discussioni relative allo sviluppo di Petrocaribe e della stessa Alba, identificati dal presidente venzuelano Hugo Chavez, ospite del Vertice ma anche ideatore e animatore dell’organismo panamericano, come i due cardini centrali per la costruzione di una nuova unità continentale e per una maggior collaborazione e cooperazione tra i paesi membri, che vada oltre i meri interessi commerciali. Non a caso uno dei temi centrali dell’incontro sarà l’analisi delle modalità con cui dare nuovo impulso alla produzione di alimenti per garantire ai paesi membri dell’organismo la piena “sovranità alimentare”. Il vertice si terrà prevalentemente nella storica località di Carabobo, 130 chilometri dalla capitale Caracas, dove proprio il 24 giugno del 1821 Simon Bolivar sconfisse l’esercito spagnolo, liberando il Venezuela dal giogo coloniale. Su quello stesso campo di battaglia oggi, giornata in cui si celebra anche la festa dell’esericto venzuelano, si terrà un’inedita parata militare, alla quale, oltre alle forze armate di casa parteciperanno anche delegazioni di colleghi provenienti dagli altri paesi dell’Alba( Cuba, Honduras, Bolivia, Nicaragua, Dominica), a conferma di una forte volontà di integrazione. Al vertice che apre oggi parteciperanno anche, in qualità di osservatori, Paraguay e Granada.

da Nuestra America e Misna

La Bolivia da oggi è un paese democratico

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on gennaio 27, 2009 by Maria Rubini

“Una vittoria che porterà alla rifondazione della Bolivia.  E’ la fine del colonialismo. E’ finito il colonialismo interno e quello esterno. Abbiamo posto fine anche al neoliberismo. Niente fermerà la trasformazione profonda e democratica. Milioni e milioni di cittadini boliviani garantiranno la rifondazione del Paese”  Evo Morales

Per la prima volta in quasi 200 anni di Storia la Bolivia ha una costituzione che include tutti i boliviani e non solamente la minoranza creola. La maggioranza di cittadini che l’ha approvata è stata vastissima, tra il 57 e il 64% dei voti, a scrutinio non ancora terminato. Dopo il Venezuela e l’Ecuador la Bolivia è il terzo paese del Sudamerica (e del mondo) a reggersi su di una Costituzione partecipativa. E il latifondo non esisterà più!
Nonostante la netta espressione della volontà popolare l’opposizione reclama di aver vinto nell’Oriente, la cosiddetta Media Luna ricca, i dipartimenti di Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija e continua a profilare una lotta di lunga durata per spaccare il paese. Se si guarda ai numeri vi è una differenza importante tra il 75% di “Sì” a La Paz o a Cochabamba e il 70% di “No” di Santa Cruz e Beni, che sfumano però a poco più del 50% a Tarija e Pando ma la verità è che tale differenza non regge più a simulare un paese spaccato. Perché la Bolivia, il paese dell’apartheid, era spaccato ieri ma da oggi ha lo strumento, la nuova Costituzione che era alla base del programma politico del MAS (Movimento Al Socialismo) di Evo Morales che permetterà al paese di non essere più spaccato domani.
Alla grande maggioranza indigena fino al 1952 non era neanche permesso di votare, ma per la prima volta oggi una Costituzione prende atto e difende le lingue indigene, i costumi, il diritto a mantenere lo stile di vita con dignità e non avere solo un destino servile nelle case, nei campi e nelle miniere dei creoli. Da oggi vi saranno discriminazioni positive in favore degli indigeni, per permettere il loro inserimento nella vita pubblica e politica e per il riconoscimento della proprietà comune della terra, dell’acqua, delle foreste.
Allo stesso modo la Carta include per la prima volta una cultura di genere che garantisce le donne boliviane e profila, nonostante resti per future legislazioni, l’introduzione del diritto sessuale e riproduttivo. Si eleva al rango di diritti umani inviolabili la disponibilità di acqua potabile e altri servizi primari, finora lasciati alla giungla del mercato. Sia l’acqua che gli idrocarburi sono disponibilità esclusiva di tutti i boliviani e sono esclusi da ogni possibile forma di privatizzazione. Inoltre per la prima volta nella Storia la religione cattolica non è più religione ufficiale e lo Stato si considera indipendente da questa.
Come in Venezuela, ma il meccanismo è già stato trionfalmente sperimentato quest’anno da Evo Morales, che potrà ricandidarsi per un secondo periodo, è introdotto il referendum revocatorio, che permetterà ai cittadini di mandare a casa a metà mandato qualunque carica elettiva. La coca infine, che non era neanche nominata dalla vecchia Costituzione, diviene oggi patrimonio culturale del paese, da difendere in nome della coesione sociale e come risorsa naturale genetica e biologica in nome della biodiversità della natura boliviana.
La ricerca spasmodica di un paese più giusto per tutti è testimoniata da un dettaglio. Parallelamente al voto per la Costituzione i boliviani erano chiamati a decidere se l’estensione massima di una proprietà terriera, il latifondo dovesse essere di 5 o 10.000 ettari. Ebbene quasi quattro elettori su cinque, il 78% ha scelto di mettere un limite a 5.000 ettari. Inizia così un processo, che potrebbe durare decenni, al termine del quale il latifondo in Bolivia non esisterà più. Per il momento non saranno toccate le proprietà esistenti ma a due condizioni: che siano effettivamente utilizzate e che il lavoro salariato sia rispettato e non mantenuto in semischiavitù come spesso avviene tutt’ora.

fonte www.gennarocarotenuto.it

Lezioni di chiarezza e coerenza politica

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , on gennaio 15, 2009 by Maria Rubini

Dopo Chàvez anche Morales rompe le realzioni diplomatiche con Israele.

Aprite bene le orecchie e vergognatevi, parlamentari delle danze macabre.

E prendete lezioni di civiltà dall’ America Latina, voi che portate innanzi il vessillo della democrazia occidentale.

http://tbn0.google.com/images?q=tbn:jw9cLauNJFtd9M:http://galizacig.com/imxact/2006/01/20060122la_paz_hugo_chavez_evo_morales.jpg

La Paz, 14 gennaio (ABI) – Il governo boliviano ha interrotto oggi le relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele che persevera con le azioni belliche contro la popolazione civile della Striscia di Gaza, azioni che sono già costate la vita a più di 1.000 persone e hanno provocato più di 4.600 feriti.

La Bolivia aveva relazioni diplomatiche con Israele, ma di fronte a questi fatti che sono contro la vita, e l’umanità, rompe tali relazioni con lo stato di Israele” ha affermato il presidente Evo Morales Ayma.
Il Governo Boliviano ha reso nota questa decisione in occasione del saluto protocollare ricevuto dal corpo diplomatico accreditato nel paese, che ha avuto
luogo nei locali del Palacio Quemado.
Morales ha inoltre annunciato che
la Bolivia presenterà una denuncia di fronte alla Corte Penale Internazionale sul genocidio che Israele commette ai danni della popolazione della Striscia di Gaza.

“Facciamo appello a tutti gli stati e agli organismi internazionali, specialmente agli organismi che difendono la vita, affinché a partire da questo momento lavoriamo a difesa dell’umanità” ha aggiunto.
Il presidente boliviano ha ricordato che qualunque Stato può presentare denuncia contro chiunque si macchi di crimini di lesa umanità, genocidio o
sterminio.

“I crimini del Governo di Israele colpiscono la stabilità la pace mondiale e stanno facendo retrocedere il mondo alla peggiore stagione dei crimini di lesa umanità che mai si erano vissuti fino alla Seconda Guerra Mondiale e negli ultimi anni in Yugoslavia e Ruanda” ha precisato Morales.
Il Capo di Stato ha chiarito che la Bolivia è pacifista e
non può rimanere spettatrice passiva di fronte al genocidio in atto contro la popolazione civile di Gaza.