Archivio per Carfagna

Sebben che siamo donne paura non abbiamo

Posted in Politica, Quelle che scassano with tags , , , , , on marzo 8, 2009 by Maria Rubini

Le donne di “Siamo tutte a piede libero” scattata a Roma, nell’aprile del 1977, quando il movimento delle donne manifestava davanti alla Rai, mostrando provocatoriamente gli zoccoli, considerati dalla polizia un’arma impropria mentre il Parlamento iniziava a discutere la legge sull’aborto.  Foto di Tano D’ Amico

La parola  RONDA

La parola  RONDA ci fa paura perché si materializza in un soggetto plurale maschile di fronte al quale nessuna donna può dirsi tranquilla.

Anche le forze dell’ordine sono composte in gran parte da maschi, ma rappresentano una istituzione democratica che risponde delle sue azioni. Non a caso la polizia in situazioni di violenza sulle donne o sui minori si avvale delle agenti donne.

In questi giorni governo e opposizione hanno preso a pretesto gli stupri accaduti in alcune città italiane per fare a gara su chi ha il progetto più sicuro per la sicurezza delle donne. Ma noi ci siamo sentite strumentalizzate dalla destra e dalla sinistra, moderata o estrema che sia, perché quando si parla di provvedimenti che ci riguardano si dovrebbe tenere conto di come vengono percepiti.

Di fronte alla proposta della ronda ci sentiamo negate come cittadine e negato il diritto ad essere tutelate con gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. Ci sentiamo invece trattate come le femmine di un branco che devono essere sottratte al branco straniero. Quelle stesse femmine che vengono stuprate tra le mura domestiche e sulle quali si mette la sordina.

Tanto per stare sullo stesso terreno di chi ci vuole difendere chiediamo se la castrazione chimica e la certezza della pena sono provvedimenti che valgono anche per gli stupratori di casa nostra.

Continua a leggere

8 marzo: niente da festeggiare molto per cui lottare

Posted in Politica, Quelle che scassano with tags , , , , , , , , , on marzo 5, 2009 by Maria Rubini

Il capitalismo è ormai da tempo in una crisi strutturale che investe tutte le sfere: dell’economia, della politica e dei rapporti sociali. Gli attacchi durissimi, accentuati dalla presenza della crisi, alle conquiste sociali ed economiche delle/dei lavoratrici/lavoratori stanno avendo conseguenze pesantissime su tutti ma soprattutto sulle donne.

Proprio in questa fase di crisi, emerge in maniera sempre più evidente una vera e propria femminilizzazione della povertà: le donne sono i primi soggetti che vengono espulsi dalla produzione, sono quelle che, essendo impiegate principalmente in lavori precari, ancora meno degli altri lavoratori riescono a godere dei cosiddetti ammortizzatori sociali il che le colloca in una posizione di subalternità nei confronti dell’uomo e dello Stato. Continua a leggere

Confidiamo in Mara

Posted in Politica, Quelle che scassano with tags , , , on dicembre 15, 2008 by Maria Rubini

Segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero:

“L’idea del ministro Brunetta di allungare l’età pensionabile alle donne è semplicemente un’idea demenziale. Nel mezzo di una crisi economica devastante che porterà alla perdita di almeno un milione di posti di lavoro solo a Brunetta poteva venire in mente una proposta simile. Che indica un odio profondo, quello che il ministro Brunetta nutre nei confronti dei lavoratori e, in particolare, delle lavoratrici.”

Stavolta Ferrero ha proprio sbagliato analisi. Brunetta odia i lavoratori e le lavoratrici? Ma quando mai! Anzi, si rivela il più femminista dei ministri. Sempre questa sorta di paternalismo da parte dei compagni nei confronti delle donne. E basta! Anni e anni di femminismo per poi sentirci dire queste cose, caro Ferrero? Brunetta ha ragione. E’ giusto che le donne abbiano gli stessi doveri. Punto. Magari però se avessero anche gli stessi diritti, non guasterebbe…

L’art. 141 del trattato CE prevede che gli Stati membri garantiscano l’applicazione del principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro ovvero per un lavoro avente lo stesso valore. Peraltro, la riduzione del divario di retribuzione figura tra gli obiettivi della strategia europea per la crescita e l’occupazione. Come viene sottolineato nella Tabella di marcia per l’uguaglianza tra donne e uomini , il divario di retribuzione tra donne e uomini non si è quasi ridotto nel corso degli ultimi dieci anni, nonostante le azioni avviate e gli strumenti impiegati per porre rimedio a tale problema. In base ai dati ufficiali, nel 2005 le donne hanno guadagnato in media 15 % meno degli uomini nell’Unione europea, facendo registrare un miglioramento di soltanto 2 punti percentuali rispetto al 1995. Un’evoluzione inadeguata se si considera il considerevole incremento del tasso di occupazione delle donne.

Ma noi confidiamo in Mara

Appena si libera dal progetto delle “mille scatole rosa” che la tiene ancora impegnata, interverrà. Ne siamo certe.

Giornata Internazionale contro la violenza alle donne

Posted in Politica, Quelle che scassano, Società with tags , , , on novembre 25, 2008 by Maria Rubini

Il 25 novembre si celebra laGiornata internazionale contro la violenza alle donne”, una data scelta in ricordo delle tre sorelle Mirabal, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti militari di Santo Domingo, nel 1960, sotto la dittatura di Trujillo, per aver voluto visitare dei prigionieri politici.

Una data importante e un’occasione per promuovere azioni contro la violenza alle donne e per creare una coscienza collettiva, affinché gli autori di tali violenze non rimangano impuniti e le vittime prive di qualsiasi possibilità di risarcimento.

Per commemorare degnamente questa DATA, ieri,  lunedì 24 novembre, alle ore 10.30, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati, e l’Ass. alle Politiche sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli, hanno presentato alla stampa il progetto “Scatola rosa: per automobiliste più sicure”. Il progetto ha l’obiettivo di offrire una maggiore sicurezza alle donne al volante e di rispondere ai rischi cui le donne guidatrici incorrono sulle strade: incidenti, guasti meccanici, aggressioni e atti di violenza.

Di questo avevamo bisogno!

MENO  MALE  CHE  MARA  C’ E’