Archivio per Cgil

Le famiglie non pagano la retta, niente mensa per i bambini immigrati

Posted in Politica with tags , , , on aprile 28, 2009 by Maria Rubini

L’azienda che gestisce la ristorazione nella scuola di Pessano con Bornago, nel Milanese, lascia a digiuno 22 ragazzini (20 sono figli di immigrati, tra cui 14 rom): i genitori sono morosi. Il sindaco: “Se non pagano, è giusto che non abbiano il servizio”. Le maestre, indignate, ogni giorno offrono ai ragazzi il proprio pasto                           di Franco Vanni

Ventidue ragazzini senza piatto in tavola. Studenti delle elementari e delle medie, in maggioranza figli di immigrati. I genitori non pagano da mesi la cedola della mensa e una settimana fa la società di ristorazione ha tagliato il servizio. Nella scuola, l’istituto comprensivo di Pessano con Bornago, in provincia di Milano, scoppia la polemica contro il Comune, che si rifiuta di pagare quei pranzi. Le maestre offrono il loro pasto agli studenti, per non lasciarli senza cibo. Il preside Felice Menna fa pressioni sul sindaco denunciando «una discriminazione inaccettabile e offensiva» e chiedendo che sia l’a mministrazione a pagare. Ma Giuseppe Caridi, primo cittadino eletto con il centrosinistra, non ci sta: «Le regole sono regole e le famiglie vanno responsabilizzate — dice — non pagano da anni sapendo che qualcuno lo farà al posto loro, adesso basta». La Dussmann Service srl, società di ristorazione con sede a Trento, ha crediti con le 1.027 famiglie della scuola per 28mila euro, accumulati quest’anno. Un buco cresciuto a furia di cedole non pagate. A febbraio, l’azienda ha inviato a scuola l’elenco delle famiglie morose da lunga data, annunciando per i loro figli l’i nterruzione dei pasti. Il debito è in media di 700 euro per ogni studente, la lista conteneva 59 nomi. Da allora, molti hanno saldato ricorrendo a rate e aiuti comunali. Oppure, se l’orario scolastico lo consentiva, hanno rinunciato al servizio. Ma per 22 non c’è stato nulla da fare: sospesi per morosità. Quattordici sono rom e vivono in un campo autorizzato. Due soli gli italiani, gli altri sono stranieri di varia provenienza. Quasi tutti frequentano le elementari, un paio le medie. «Gli stranieri non riescono a pagare — dice il preside — perché non hanno aiuti, non avendo qui la residenza». Per la stessa ragione, qualunque sia la loro situazione economica, pagano 3.80 euro a pasto, il massimo. Un centinaio di genitori della scuola insceneranno una protesta in consiglio comunale. «Andremo in aula e mangeremo panini — dice Simona Villani, mamma e portavoce del comitato — è una discriminazione scandalosa». Anche il direttore scolastico provinciale, Antonio Lupacchino, in una lettera al sindaco chiede «un ripensamento rispetto a scelte che creano forte disagio in minori incolpevoli», e annuncia la possibilità che la scuola interrompa il servizio mensa. Dura anche la posizione di FlcCgil: «La situazione è inaccettabile — dice il segretario provinciale, Attilio Paparazzo — la condotta del sindaco è incomprensibile». Caridi si difende: «Investiamo molto in assistenza — dice — ma siamo contrari all’assistenzialismo. Se potessimo, pignoreremmo alle famiglie televisori e auto anziché togliere il piatto ai bambini, ma i tempi delle esecuzioni sono troppo lunghi». Per Dussmann Service srl parla Agostina Rossini, la responsabile territoriale: «Non facciamo altro che applicare il contratto con il Comune», taglia corto.

Mettiamo in crisi la crisi. Riflessioni da sinistra…

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on marzo 19, 2009 by Maria Rubini

In una situazione drammatica dove migliaia di lavoratrici e lavoratori stanno perdendo il posto di lavoro,voglio analizzare due tematiche che il governo Berlusconi rilancerà in senso negativo per noi lavoratori.La prima è quella dei lavori pubblici,l’altra quella dell’impresa.C’è in Italia una voglia di cementificazione e di degrado ambientale connessa a logiche perverse di rilancio di sviluppo che rende ormai il nostro territorio a rischio.Il sistema delle grandi opere pubbliche è attraversato strutturalmente dalle “ragioni” degli interessi di potere,di arricchimento privato,tanto da perdere di vista la finalità sociale,ribaltando sovente l’utilità in devastazione.Credo quindi che dobbiamo rilanciare una strategia per i trasporti,facendo capire quello che necessita a questo paese  (potenziare il trasporto ferroviario,marittimo e urbano ben diverso dall’alta velocità o dal ponte sullo stretto).Dobbiamo rilanciare sulle politiche energetiche,puntando su quelle alternative e formando comitati di lotta contro le centrali nucleari proposte da Berlusconi.Dobbiamo ragionare su “cantieri verdi”,per il riassetto idrogeologico,per il risanamento ambientale,cantieri che costano assai meno e danno più lavoro.In questo momento di crisi che è non solo economica ma anche di ristrutturazione della società,una riflessione di sinistra sul tema dell’impresa mi sembra particolare opportuna.Una prima definizione potrebbe essere la seguente: l’impresa è il luogo dove si organizza e si consuma lo sfruttamento capitalistico del lavoro umano e la fabbrica è il luogo fisico dove questo processo si attiva.Ma non è l’unica e non descrive tutta la realtà.Infatti l’impresa è il luogo di una grande mistificazione:essa fa passare per nuova ricchezza,anche ciò che tale non è,poiché omette di contabilizzare una parte non trascurabile del valore delle risorse che utilizza per produrre.E’ ciò che avviene quando si appropria gratis di risorse naturali non rinnovabili depredando l’ambiente,o acquisisce a prezzo vile materia prime e prodotti agricoli depredando i paesi produttori.Credo che su questi problemi da me esposti la sinistra comunista e anticapitalista debba aprire  una seria discussione.

Antonello Tiddia  RSU Carbosulcis    Rete 28 aprile CGIL

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La crisi non la debbono pagare le lavoratrici e i lavoratori, crisi figlia della speculazione e dello sfruttamento

Posted in Politica with tags , , , , on marzo 17, 2009 by Maria Rubini

Ricevo da Antonello Tiddia e pubblico volentieri

Grandissima manifestazione venerdi 13 a Carbonia, 20 mila in piazza, hanno sfilato per le vie della città mineraria.Un lungo corteo che non si vedeva da anni nel Sulcis , con tutte le attività ferme per 24 ore.Lo sciopero è stato indetto per la difesa dell’intera economia del Sulcis-Iglesiente e per il rilancio per una nuova politica economica.In un territorio dove il tasso di disoccupazione sfiora il 25% della popolazione e ha ripreso un forte flusso migratorio.Le fabbriche sono in crisi e lo scenario che si presenta nel polo industriale di Portovesme è drammatico:

. L’Otefal, che produceva laminati in alluminio,è chiusa e i 400 operai ( 250 diretti e 150 delle imprese di appalto) sono senza stipendio da tre mesi e senza cassa integrazione;

. Eurallumina si prepara a mandare in cassa integrazione 700 lavoratori;

. Alcoa annuncia una riduzione di organico di oltre 100 unità;

. La Portovesme S.R.L. da questa mattina avrà altre 450 persone in CIG;

. Rockwool ha bloccato la produzione di lana di roccia e si libera, forse per 10 giorni, di 90 unità lavorative su un organico di 130.

Occorre evitare un crac industriale e la disperazione di migliaia di famiglie.Le imprese anziché imparare dagli errori e orrori di un sistema iniquo quale è il capitalismo,tornano ai vecchi sistemi scaricando sui lavoratori i costi della loro inefficienza.Credo occorra nel Sulcis incrementare la mobilitazione e la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori e di tutta la popolazione,perché sono convinto che la lotta paga sempre.

Antonello Tiddia

RSU Carbosulcis

Rete 28 aprile CGIL

Manifestazione Nazionale dei Pensionati Cgil

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , , , , on marzo 5, 2009 by Maria Rubini

La Cgil ha indetto per oggi a Roma una manifestazione dei pensionati per chiedere al Governo l’adeguamento delle pensioni all’inflazione. E saranno in piazza almeno 20mila pensionati per chiedere anche l’estensione della quattordicesima e una legge per i non autosufficienti, l’incremento dei servizi sanitari e di assistenza. Il segretario della Spi-Cgil Carla Cantone ha sottolineato che alla manifestazione ha aderito ‘tutta l’opposizione’, sia quella che e’ in Parlamento, sia quella che e’ fuori dal Parlamento.

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Qualcuno in questo Paese dimostra di avere ancora coraggio e dignità. Doti più uniche che rare oramai

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on gennaio 23, 2009 by Maria Rubini

“E’ incredibile che un governo non riesce a dare risposte sugli ammortizzatori, non fa sostegno fiscale a consumi e imprese, non ha uno straccio di idea di politica industriale, perche’ non bastano gli ammortizzatori se non hai un piano su come fare per l’auto, il mezzogiorno e la chimica”.  Guglielmo Epifani

Il paese, afferma Epifani, ‘ha bisogno di unita’ ma non si puo’ chiedere coraggio e chi lo ha sempre avuto e ha pagato.

In questo paese si abbisogna che il governo faccia in fretta sulle risorse e per le tutele legate ad ammortizzatori sociali, perche’ piu’ passa il tempo piu’ i precari perdono lavoro e restano senza sostegno e se anche il governo non mette le risorse aggiuntive non si esce da problema.

Testo dell’accordo separato sul rinnovo degli assetti contrattuali

L’accordo separato sulla contrattazione dirotta ancor più i costi della crisi verso i lavoratori e le loro famiglie, indebolendoli ulteriormente rispetto alle imprese.

La firma dell’accordo quadro avvenuta in serata a palazzo Chigi senza la Cgil rappresenta l’effettivo compimento della linea del governo Berlusconi, che persegue da lungo tempo la divisione dei sindacati. Saranno infatti i lavoratori a trovarsi in condizione di ulteriore debolezza rispetto alla crisi: divisi e sottoposti a ricatti, arbitrarietà, volubilità delle imprese.

Nel giorno in cui il senato dà il primo via libera al federalismo fiscale, l’accordo separato fa da corollario aprendo la strada alla reintroduzione delle gabbie salariali e alle politiche sperequative perseguite dalla destra.

Rifondazione Comunista ringrazia e sostiene la Cgil per non aver firmato un’intesa che determinerà un’ulteriore riduzione dei salari reali, un peggioramento delle condizioni di lavoro, un approfondimento delle disuguaglianze del paese. E s’impegna sin d’ora a organizzare l’opposizione concreta all’accordo nei luoghi di lavoro e in tutto il paese. Si può soltanto augurarsi che tutta l’opposizione faccia sentire unitariamente la propria voce al fianco dei lavoratori e della Cgil, che Pd e Idv si pronuncino chiaramente contro l’accordo e s’impegnino da subito a contrastarlo in modo risoluto e efficace.  Paolo Ferrero