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Ecuador, stravince Correa: rinnovata la fiducia al presidente socialista

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on aprile 27, 2009 by Maria Rubini

Il presidente uscente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha stravinto le elezioni con oltre venti punti di scarto su Lucio Gutierrez, presidente dal 2003 al 2005. Correa,a scrutinio non ancora ultimato, ha ottenuto il 50% dei consensi, mentre il principale sfidante si è fermato al 30%.

Il socialista Correa, uscendo in piena notte dalla sede del suo partito Alianza Pais nella capitale Quito, ha anticipato alle centinaia di sostenitori in festa la vittoria al grido «Hasta la victoria, siempre!, citando Ernesto Che Guevara.

I suoi avversari ancora non gli hanno riconosciuto la vittoria, ma in base alla nuova costituzione per vincere senza andare al ballottaggio gli basta il 50% più uno dei voti oppure un distacco di almeno il 10% sul secondo candidato. Risultati che appaiono ormai conseguiti entrambi. Fra gli altri sette candidati in lizza, oltre il principale sfidante Lucio Gutierrez, l’imprenditore e uomo più ricco del Paese“re delle banane” Alvaro Noboa si è fermato  intorno all’11%.

I risultati confermano quanto ampiamente anticipato dai sondaggi: un plebiscito per il presidente uscente, spinto dal sostegno delle classi più povere, che hanno appoggiato la sua “rivoluzione cittadina” fatta di programmi sociali, con investimenti nell’educazione e nella lotta alla povertà.

«Ora l’Ecuador – ha commentato Correa – può compiere un altro passo per consolidare la «rivoluzione cittadina» in corso». Il presidente è chiamato a governare fino al 2013, quando potrà allungare il mandato per altri quattro anni. Grazie alla riforma costituzionale approvata lo scorso settembre questo sarà infatti il primo mandato di Correa.

Per l’economia del Paese andino, di fatto completamente legata al dollaro Usa, i prossimi mesi non si presentano facili. L’Ecuador soffre i duri effetti della crisi economica internazionale che hanno colpito tanto le rimesse degli ecuadoriani all’estero, fino a qualche mese fa pari a circa 3 miliardi di dollari l’anno e ora calate del 10-15%. Fattore che incide negativamente è anche il crollo dei prezzi delle materie prime esportate da Quito: petrolio in primo luogo, ma anche banane e fiori.

Chávez, Correa y Aleida Guevara singing “Hasta siempre comandante”

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on gennaio 31, 2009 by Maria Rubini

Intervista a Blanca Chancoso, leader della Confederazione delle nazioni indigene dell’Ecuador e portavoce dei movimenti di donne indigene in America latina.

In Ecuador siete riusciti ad ottenere una nuova costituzione che è il frutto delle lotte dei popoli indigeni. Oggi i popoli indigeni sono al Foro Sociale Mondiale e sono uno dei soggetti politici più importanti. Quali sono le vostre aspettative qui e come vedete il processo del FSM?
Credo che la cosa più importante sia che oggi in questo Forum gli indigeni non sono solo degli invitati, iniziamo ad essere parte della costruzione di un’alternativa di vita e per questo abbiamo una presenza attiva e apriamo di fatto degli spazi di riflessione importanti. Spero che questo ci permetta di riconoscere che in un altro mondo possibile ci sono popoli diversi che hanno gli stessi diritti. Anche se con cosmovisioni distinte, abbiamo delle responsabilità nel rispettarci mutuamente. Io credo che qui in questo Fsm uno dei temi centrali sia l’alternativa politica che prima si credeva venisse solo dal nord del mondo, mentre adesso viene dai tanti sud. Abbiamo dimostrato con le nostre lotte e vittorie che possiamo costruire alternative partendo dalle diversità, dando vita e sostanza a quella che è la vera democrazia a partire da quelli che sono gli stati plurinazionali, dove si garantiscono i nostri diritti e quelli della natura. Credo che in questo spazio abbiamo l’opportunità di far conoscere le realtà che stiamo vivendo, ribaltando l’immagine che in questi ultimi anni i governi volevano dare di noi quando sostenevano come gli indigeni avessero un atteggiamento egoista poiché si opponevano all’estrazione delle risorse. Questo da parte nostra non è egoismo, specie se consideriamo che hanno già estratto tutto quello che potevano e nonostante questo gli stati rimangono indebitati, mentre i popoli sono più poveri e gli indigeni vengono uccisi e rimangono senza terra. Noi siamo qui per dire che dobbiamo tutti insieme capire come costruire la solidarietà tra i popoli senza negare l’esistenza di uno o dell’altro.

Nella nuova Costituzione dell’Ecuador si parla per la prima volta al mondo di diritti della natura. Che valore ha per voi questa nuova Costituzione? Che cosa significa riconoscere diritti della natura?
Vedi, la Costituzione è stata una rivendicazione importante per i popoli indigeni, perché significa un elemento di cambio. Tuttavia non è il massimo. Ci sono risultati molto importanti, come il diritto della natura, ma affinché questi diritti vengano applicati ci devono essere dei responsabili e questi sono gli umani e le umane, i loro rappresentanti. Il riconoscimento dei diritti della natura, insieme alla plurinazionalità, è un elemento fondamentale nella nuova Costituzione. Tuttavia questo non garantisce che tutto ciò venga immediatamente applicato. Dobbiamo continuare a lottare affinché questi diritti vengano applicati e rispettati. Vi sono alcune contraddizioni nel discorso di accettazione della Costituzione da parte del governo e nell’applicazione delle politiche dello Stato ed è per questo che dobbiamo continuare a lottare e creare coscienza. La battaglia non è ancora stata vinta; è iniziata ed abbiamo ottenuto delle vittorie ma non è vinta del tutto.

In questo Forum si sta parlando moltissimo di un’altra idea dello sviluppo, a partire dal concetto di buen vivir.. Per voi popoli indigeni che significa superare l’idea attuale dello sviluppo?
Per noi buen vivir significa garantire lo spazio dove ogni individuo nasce, dove cresce e dove vive, garantire le opportunità di lavoro, di studio, il diritto alla salute e alla vita in quanto tale. Significa poter sorridere. Per noi tutto ciò è più importante dell’accumulazione di beni materiali. Avere le stesse possibilità, essere rispettati e rispettare. Noi crediamo che questo si debba costruire insieme perché siamo convinti che il cambiamento possa avvenire solo attraverso l’unione delle forze, altrimenti non ci potrà essere buen vivir. Vivere bene non è quanto vendi o quanto compri, bensì pensare a come possiamo vivere bene le nostre vite. Questa non è semplicemente una interpretazione, dobbiamo viverla concretamente. Vi sono esperienze millenarie che hanno dimostrato come sia possibile vivere in un’altra maniera e come il capitalismo non sia certo l’unica maniera di vivere e di relazionarsi.

Cosa vi aspettate dai movimenti sociali europei e del nord del mondo in questo forum?
Il mondo è di tutti e tutte; ci aspettiamo che ci sia un contributo da parte di tutti, nel rispetto e nell’appoggio reciproco. Dobbiamo camminare insieme ognuno nei propri spazi, garantendo la vita attraverso il sostegno reciproco. Ci deve essere un inter-apprendimento, non dobbiamo tornare al passato però dobbiamo considerare il passato per valutare il presente ed il futuro. Solo così ci sarà buen vivir e rispetto per la Madre Terra.

Giuseppe De Marzo – Carta