Archivio per Embargo

Stati Uniti – Cuba, inizia a sgretolarsi il muro?

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , on febbraio 24, 2009 by Maria Rubini

Segnali di Perestrojka a Washington. Dopo 50 anni di sterile aggressività anti-cubana qualcosa si muove in direzione di un cambio che vada ben oltre la fine delle restrizioni ai viaggi dei cubano-statunitensi e all’invio di rimesse degli emigrati che era già parte del programma di Barack Obama. Il più autorevole responsabile della politica estera del Partito Repubblicano, oggi all’opposizione, il senatore Richard Lugar, ha per la prima volta ammesso: “L’embargo è un fallimento”. Lugar, di ritorno da una missione a l’Avana, lo ha messo per iscritto in un rapporto intitolato “Cambiare la politica cubana nell’interesse degli Stati Uniti” (1). Continua a leggere

Fidel non ci lasciare adesso… il sogno continua!

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , on gennaio 30, 2009 by Maria Rubini

L’agenzia di informazione russa Ria Novosti afferma che un consorzio petrolifero nazionale russo è stato creato per la gestione di progetti petroliferi in Venezuela coopererà anche con la statale cubana Cubapetroleo. Le due aziende hanno firmato un memorandum lo scorso 23 gennaio. L’accordo è stato firmato alla presenza del vice primo ministro russo Igor Sechin e del vice presidente del consiglio dei ministri cubano, Ricardo Cabrisas. Il consorzio comprende le russe Gazprom, Rosneft, TNK-BP, Surgutneftegaz e LUKoil, ed è gestito dalla Gazprom; l’alleanza con il Venezuela è diretta dalla statale venezuelana Petroleos de Venezuela (PDVSA). Il petrolio prodotto sarà esportato negli USA, in Cina e in Europa.

Queso significa che le tre societa’  Gazprom, Cubapetroleo e la venezuaelana PDVSA, hanno ratificato l’ accordo, per vendere i loro prodotti sotto un unico marchio, per alcuni mercati.

Questo vuol dire  di fatto la fine del bloqueo

Gli idrocarburi e gas naturali, veranno venduti in tutto il mondo compreso gli USA.

Gli Yankee hanno accettato la società, come loro fornitrice. Da qui è un passaggio storico, anche se fatto diciamo sotto copertura, ma resta il fatto che gli USA accettano un prodotto made in Cuba.

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha chiesto al presidente neo eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, d’eliminare il blocco imposto a Cuba e di guardare l’America Latina con un sguardo di simpatia.

Cuba, ha precisato, non necessita favori e non deve fare alcun gesto, ha dichiarato.  “Obama deve eliminare  questo blocco perverso che ha impedito alla Rivoluzione cubana di sviluppare la sua traiettoria normale”, ha aggiunto Lula parlando durante  una visita in Venezuela.

Dopo la firma di vari accordi in compagnia  del presidente venezuelano, Hugo Chavez, Lula ha aggiunto: “Che paese straordinario e sviluppato potrebbe essere Cuba senza il blocco, con la formazione accademica e le sue scuole d’alta qualità. Non ci sono spiegazioni politiche, sociologiche, antropologiche, o scientifiche per giustificare la continuità del blocco”, ha affermato ancora il presidente Lula da Silva, che ha considerato che Obama dovrebbe conversare con leaders come Chavez o il presidente boliviano, Evo Morales.

Secondo Lula, il presidente eletto statunitense non è stato eletto con un processo “normale”, perché scegliere una persona negra è stata un’espressione straordinaria e lui deve dare trascendenza a questa volontà del popolo nordamericano. Il governante brasiliano ha considerato che ciò implica una politica differente verso l’America Latina, che parta dal rispetto delle sovranità, delle democrazie e di una convivenza rispettosa.

Che Dio conceda molta intelligenza e sensibilità ad Obama, affinché si renda conto che non dovrà permettere che i paesi piccoli dell’America Latina e dei Caraibi, che dipendono quasi esclusivamente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti soffrano ulteriormente”, ha osservato Lula, avvisando che: “Dovrammo conversare prima che l’apparato dello Stato s’impadronisca di lui. Lo Stato è una macchina poderosa e se non lottiamo contro di lui, ci divora e non potremo più fare quello che desidereremmo”, ha detto.

“Presidente Obama: guardi l’America Latina con uno sguardo democratico, di simpatia, veda una regione che ha imparato a vivere in democrazia, a svilupparsi e ad occuparsi dei poveri: per tutto questo  lei dovrebbe fomentare  lo sviluppo e gli investimenti nella regione senza pregiudizi”, ha terminato Lula.


La vittoria della ragione

Posted in America Latina, Comunismo, Politica with tags , , , on novembre 3, 2008 by Maria Rubini

La condanna mondiale del blocco economico imposto dagli Stati Uniti contro Cuba è giunta al suo livello più alto, con 185 voti su 192 degli Stati membri delle Nazioni Unite a favore della sospensione da parte di Washington di questa misura coercitiva e genocida.

In una sessione dell’Assemblea Generale per votare per la 17ª volta l’eliminazione del blocco contro Cuba, l’Albania si è aggiunta ai 184 Stati che nel 2007 si erano pronunciati a favore di questo documento.

Gli Stati Uniti sono stati assecondati solamente da Israele e Palau  nell’opposizione al progetto di risoluzione, non potendo contare sulle Isole Marshall che si sono astenute come la Micronesia, due piccoli territori che sono sottoposti alle pressioni di Washington.

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E se non fosse quell’ inferno che ci descrivono?

Posted in America Latina, Comunismo, Politica with tags , , on settembre 30, 2008 by Maria Rubini

In quest’ultimo mese, quando Cuba è stata investita dagli uragani, siamo certi che molti, in cuor loro, hanno desiderato che in quell’isola ci fossero molti morti. Invece una protezione civile tra le più organizzate al mondo ha spostato un milione di persone verso l’interno dell’isola per precauzione, e tutto questo è stato realizzato perché l’unica cosa che conta è salvare vite umane, senza guardare ai costi né allo sforzo necessario. Cuba ha dimostrato per l’ennesioma volta l’ efficienza coniugata con l’umanità e con la solidarietà. Mentre nel resto del centro America e Caraibi, Stati Uniti compresi, i morti si contano spesso a centinaia, a Cuba, che è per i climatologi il posto del mondo più esposto a queste catastrofi, il numero di vittime è sempre limitatissimo proprio a causa di una cultura che mette la prevenzione al primo posto. Nessuno però mi pare abbia scritto nulla in proposito, almeno per riconoscere obiettivamente che in questo campo la Rivoluzione ha raggiunto ottimi risultati. Nulla. Nessuno ha scritto nulla. Sarà che a molti fa paura l’idea che forse Cuba non è poi quell’ inferno che siamo abituati a pensare che sia?

Qualche giorno fa mi è giunto questo comunicato che voglio proporvi perchè mi ha molto colpito. E anche molto commosso.

Siamo una nazione con un elevato senso

della dignità e della solidarietà

“Dichiarazione dell’Unione dei Giovani Comunisti – UJC – di fronte alla posizione del governo degli Stati Uniti di mantenere l’ingiusto blocco contro Cuba”

Di fronte all’ipocrita atteggiamento del governo degli Stati Uniti, impegnato nel mantenere l’assedio genocida contro il nostro popolo, in momenti in cui il mondo è testimone delle difficili situazioni che dobbiamo affrontare dopo il passaggio devastatore dei due uragani nel nostro paese, l’Unione dei Giovani Comunisti convoca le organizzazioni dei giovani e degli studenti di ogni parte del pianeta ad unirsi al nostro reclamo per l’immediata eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario più lungo della storia.

Siamo una nazione con un elevato senso della dignità e della solidarietà e migliaia dei nostri giovani svolgono missioni in differenti paesi senz’altra aspirazione che l’amicizia e la soddisfazione di compiere il proprio dovere.  Sentiamo una vera gratitudine per coloro che in questi momenti difficili ci hanno fatto giungere i loro messaggi di sostegno e importanti donazioni, apprezzate molto più per il loro significato morale che per quello materiale.

Dai nostri nemici che si stropicciano le mani facendo bilanci sbagliati, in questi momenti di difficoltà, non accetteremo elemosine e tanto meno imposizioni di alcun genere.

La gioventù cubana, educata nella virtù della lotta quotidiana, fa sua l’idea espressa dal nostro Comandante in Capo che nè gli uragani naturali nè gli uragani di cinismo riusciranno a piegare la Rivoluzione.

Burò Nazionale dell’Unione dei Giovani Comunisti