Archivio per EZLN

Giornata Internazionale della Resistenza Armata

Posted in Politica with tags , , , , on marzo 31, 2009 by Maria Rubini
Si sono conclusi in Venezuela, a Caracas,  il  26 marzo,  dichiarata “Giornata  Internazionale della Resistenza Armata”,   gli incontri della  Scuola Continentale di Formazione  Marxista “Manuel Marulanda”, organizzati dalla Coordinadora Continental Bolivariana (CCB).
Come è noto  la Coordinadora Continental Bolivariana, (in via di  trasformazione  in Movimiento Continental Bolivariano), è un coordinamento latinoamericano che,  solidale con le lotte di liberazione delle popolazioni oppresse e vicino  ai movimenti sociali, organizzazioni contadine, indigene e sindacali della regione, non ha mai discriminato forme diverse di lotta, a partire da quella armata. Semplicemente,  in alcune particolari condizioni di sfruttamento e oppressione si considera che questa sia un diritto inalienabile dei popoli, una “risposta possibile a pressioni sociali ricorrenti e ingiuste” come ha dichiarato lo scrittore e analista politico messicano Carlos Montemayor in questa intervista rilasciata qualche mese fa a chi scrive.
La scuola Continentale di Formazione Marxista  Manuel Marulanda vuole essere uno spazio permanente e  un momento importante di formazione per quadri di base e quindi per tutti quei rappresentanti sindacali, contadini, difensori dei diritti umani  o semplici militanti affinché possano operare e attuare richieste e trasformazioni nella società consapevoli del loro ruolo e della loro missione. Partire dallo studio dei classici del marxismo e delle esperienze rivoluzionarie internazionali,  può essere un momento importante di riflessione in questo periodo di crisi del capitalismo e del neoliberismo, ma soprattutto deve essere uno strumento valido per coloro che hanno deciso di fare della politica e della propria militanza un’opportunità per tutta  la collettività.
I lavori e gli incontri della scuola sono stati inaugurati  il 20 marzo scorso  dall’intellettuale  marxista argentino Nestor Kohan con una conferenza sul tema “Materialismo, Dialettica, e Filosofia  della Prassi”. (Qui una sua intervista in italiano rilasciata alla agenzia ABP)
Carlos Casanueva Troncoso, segretario generale della CCB e dirigente del Partito Comunista del Cile, introducendo i lavori ha salutato la vittoria del FMLN nelle ultime elezioni presidenziali in El Salvador e  ha dichiarato che nonostante fosse prevista ai seminari una partecipazione di circa  60 persone,  le presenze registrate sono state ben superiori alle 250.
Sono intervenuti apportando contributi importanti nonché la loro  personale esperienza di militanti e rivoluzionari, oltre ad Amilcar Figueroa del Parlatino, Paul del Río, presidente del Cuartel San Carlos, Narciso Isa Conde della presidenza collettiva  della CCB, anche numerosi delegati e rappresentanti del Partito Comunista del Venezuela, mentre Iñaki Gil de San Vicente de Heuskal Herria, della presidenza collettiva della CCB, non potendo essere presente per motivi di salute al seminario, ha inviato la sua esposizione sul tema: Marx e tutte le forme di lotta, la violenza e l’aspetto militare in Marx.
Le attività della scuola e gli incontri non potevano non essere caratterizzati da un forte appoggio solidario con la lotta dell’insorgenza colombiana delle FARC  e grande enfasi è stata data alla figura del leader guerrigliero colombiano deceduto proprio il 26 marzo dell’anno scorso, Manuel Marulanda, alias Tirofijo.
Lo stesso tema della vigenza della lotta armata e della sua legittimità, che accesi dibattiti e opinioni controverse suscita anche nel nostro continente, è stato indubbiamente centrale a quasi tutti i seminari ed è stato l’argomento principale del foro conclusivo sulla “combinazione di tutte le forme di lotta e la violenza in Carlo Marx”  tenutosi simbolicamente nel Cuartel San Carlos, centro di detenzione e tortura soprattutto negli anni ’70 ma in uso fino a tutto il 1994 (vi fu rinchiuso nel 1992 anche Hugo Chávez).
Gli incontri si sono conclusi con un corteo autorizzato dal municipio Libertador verso la piazza Marulanda dove un busto del guerrigliero è stato inaugurato lo scorso mese di ottobre.
Al riguardo ha segnalato Narciso Isa Conde che questa commemorazione è stata possibile nell’ambito dello spazio dell’autonomia di alcune organizzazioni del potere popolare e che “una cosa sono le relazioni tra gli stati e un’altra l’esercizio del diritto dei popoli all’interno di tali stati”.
Percorsi diversi caratterizzano il Venezuela di oggi, sempre sospeso tra passato e presente ma sempre più deciso a partire dalla base, in un percorso che trova riscontro anche nelle istituzioni,  a ridare dignità al popolo. Perchè no? Partendo anche da quei simboli che nel bene o nel male hanno segnato la cultura di una intera regione.
E così mentre si accoglie una scuola di pensiero marxista che legittimi il diritto dei popoli all’insorgenza (diritto riconosciuto come inalienabile in altre diverse situazioni geopolitiche) o si innalzano busti a Manuel Marulanda o a Che Guevara o a  Emiliano Zapata, viene rimossa la statua di Cristoforo Colombo dal parco del “Calvario”.
E non si tratta di “riscrivere” la storia come la miopia tutta eurocentrica di Rocco Cotroneo vorrebbe far credere ai lettori del Corriere della Sera, ma semplicemente  di restituire centralità alla consapevolezza della realtà storica latinoamericana   e quindi di viverla  finalmente da protagonisti e non da soggiogati, in un percorso che vuole essere più sociale che storico, più culturale che politico.
Non si tratta di un “richiamo alle origini indigene del Venezuela, evidente nei tratti somatici del suo comandante” come sottolinea il Cotroneo con una punta di razzismo, ma della rivalutazione delle figure eroiche continentali che fino a questo momento sono state oscurate e nascoste dall’iconografia occidentale dominante.
E se finalmente il 12 ottobre legittimamente potrà essere  chiamata “Giornata della resistenza indigena”, allora salutiamo con la simpatia che nutriamo da sempre per tutti i popoli oppressi, il 26 marzo “Giornata Internazionale della Resistenza Armata”.
Annalisa Melandri

Per gli zapatisti un esercito professionista sta uccidendo una popolazione indifesa

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , , , on gennaio 6, 2009 by Maria Rubini
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MARCOS: L’ATTACCO DI ISRAELE CONTRO GAZA È LA “CLASSICA” GUERRA DI  CONQUISTA

San Cristóbal de las Casas, Chis. 4 gennaio. Per gli zapatisti, a Gaza  c’è “un esercito professionista che sta uccidendo una popolazione indifesa”, ha detto oggi il subcomandante Marcos dedicando un intervento fuori programma alla nuova guerra in corso.

Il penultimo giorno del Festival Mondiale della Degna Rabbia si è  riempito di indignazione per l’attacco contro la Palestina e la repressione a Oaxaca avvenuta poche ore prima con la cattura di 20 persone che partecipavano ad una protesta pacifica contro l’invasione a Gaza davanti al consolato statunitense.
Nelle prime ore di questa domenica centinaia di partecipanti al festival
che si tiene alla periferia di San Cristóbal, oltre i sobborghi indigeni  di La Hormiga, sono arrivati nel centro della città per protestare contro l’invasione e chiedere la liberazione dei fermati della APPO.  Ieri notte si è almeno ottenuta questa liberazione.
L’inusuale marcia con le torce proveniente dalla Università della Terra, ha fatto chiudere le porte agli hotel ed ha fatto ricordare ad alcuni coletos [residenti di San Cristóbal – n.d.t.] la prima alba del 1994.

Nel pomeriggio Marcos aveva detto: “Non molto lontano da qui, in un
posto chiamato Gaza, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello
del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e  distruzione”.
Una guerra “classica” di conquista. “Primo un bombardamento massiccio per distruggere postazioni militari nevralgiche e indebolire i punti di resistenza”. Ha ricordato che venerdì, “lo stesso giorno in cui la nostra parola faceva riferimento alla violenza”, Condoleeza Rice dichiarava che quello che sta succedendo a Gaza era “colpa dei palestinesi, per la loro natura violenta”.
Ha affermato che prosegue “il ferreo controllo su tutto quello che si sente e si vede” nel mondo, “esterno al teatro di operazioni”, e “fuoco intenso di artiglieria sulla fanteria nemica per proteggere l’avanzata delle truppe. Poi l’accerchiamento e assedio alla guarnigione, e l’assalto che conquisti la posizione annichilendo il nemico”.
Sulla base delle foto delle agenzie ha aggiunto, “i ‘punti nevralgici’ distrutti dall’aviazione israeliana sono abitazioni, capanne ed edifici civili”. Allora, “pensiamo che o gli artiglieri hanno una pessima mira o non esistono tali postazioni. Non abbiamo l’onore di conoscere la Palestina, ma supponiamo che in quelle case, capanne ed edifici abita o abitava della gente, uomini, donne, bambini ed anziani, e non soldati”. Forse, ha sostenuto, “per il governo di Israele quegli uomini, donne, bambini ed anziani sono soldati nemici, e le capanne, case ed edifici dove abitano sono quartieri che bisogna distruggere. Sicuramente i fuochi d’artiglieria che questa mattina cadevano su Gaza erano per proteggere da quegli uomini, donne, bambini ed anziani l’avanzata della
fanteria di Israele, e la guarnigione nemica che vogliono sconfiggere non è altro che la popolazione palestinese che vive lì, e che l’assalto cercherà di
annichilire”.
Con la voce rotta ha dichiarato: “Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato”, ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e “si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell’EZLN sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento”.
Per il resto, secondo l’analisi di Marcos, “il governo di Israele dichiarerà di aver inferto un duro colpo al terrorismo, occulterà al suo popolo la dimensione del massacro ed i produttori di armi avranno ottenuto un guadagno economico”.
Il popolo palestinese resiste, sopravvivere e continuare a lottare, ha detto il portavoce zapatista. “Forse un bambino o una bambina di Gaza sopravvivranno e cresceranno e con loro cresceranno il coraggio,  l’indignazione, la rabbia; forse diventeranno soldati o miliziani, forse  affronteranno Israele e là in alto scriveranno allora sulla natura
violenta dei palestinesi, faranno dichiarazioni di condanna di quella
violenza e si tornerà a discutere di sionismo o antisemitismo. Nessuno chiederà a chi ha seminato quello che sta raccogliendo”.

Hermann BellinghausenLa Jornada

L’ orizzonte zapatista

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on dicembre 2, 2008 by Maria Rubini

“Ya se mira el horizonte”, dice la prima strofa dell’inno zapatista. Quell’orizzonte non è una destinazione lontana o irraggiungibile. Non è un’idea astratta. Almeno in parte, le comunità ribelli del sudest messicano l’hanno trasformato in un fatto reale. Questo lunedì 17novembre si compiono 25 anni dalla fondazione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN). Due decenni e mezzo di un’esperienza che ha trasformato la politica e la società messicana e che ha ispirato le molteplici forme dell’arcipelago altromondista che in molti paesi lotta per un altro mondo.

Lo zapatismo ha costruito una delle esperienze di autogestione più profonde e innovatrici di quante si siano viste in America Latina: la Comune della Lacandona. Nonostante l’accerchiamento militare e l’offensiva economica contro di loro, le comunità ribelli si sono date forme di autogoverno stabile, vivono secondo le loro regole e si sono fatte carico del proprio sviluppo.

Lungi dall’esaurirsi col tempo, il trascorrere degli anni consolida ed approfondisce il loro laboratorio di futuro alternativo e di un’altra politica. L’autonomia qui non solo è una proposta o una rivendicazione politica, ma un fatto pratico, un’esperienza sistematizzata; è pensiero con i piedi per terra.

Quest’impresa di resistenza ribelle è riferimento e stimolo per milioni di indigeni in tutto il paese. Continua a leggere

Messico – Consigli per una vacanza alternativa e rivoluzionaria

Posted in America Latina, Comunismo, Politica with tags , , , on novembre 15, 2008 by Maria Rubini

Le attività nella Città del Messico saranno i giorni 26,27,28 e 29 dicembre. Lì si conterà su due sedute nelle quali si presenteranno diverse attività culturali, esposizioni, così come si porteranno a termine tavole rotonde con i diversi temi che vengono menzionati nella convocazione fatta per l’EZLN, e si monterà la fiera della degna rabbia con espositori nazionali e di altri paesi.

I giorni 30 e 31 si hanno stimati per il trasferimento alla città di San Cristóbal ed alla Chiocciola di Oventik, dove i compagni zapatistas ci invitano a ricevere il primo di anno e il 15 anniversario dell’alzata, con attività politici-culturali.

Nei giorni 2,3,4 e 5 gennaio si porteranno a termine una serie di tavole rotonde nella città di San Cristóbal de las Casas, nella sede del Cideci, così come alcune attività culturali.

La tua presenza nel festival può essere di due forme: come assistente e come espositore. Gli assistenti assistono in qualità di osservatori che al mondo dimostrino con la sua pratica che un altro mondo è possibile ed ora si sta costruendo da sotto e a sinistra, dalla degna rabbia. Si può partecipare come espositori, cioè, approfittando di uno degli spazi che saranno a vostra disposizione affinché si conti la vostra esperienza di lotta anticapitalista ad altri partecipanti a questo festival. Per questo fine stiamo costruendo, in un delle sedi della città di Messico, uno spazio espositivo all’interno del quale avrà spazi delimitati affinché ogni gruppo, collettivo, movimento o organizzazione, possa montare la sua presentazione. Per partecipare scrivere a dignarabiainternacional@ezln.org.mx

Indispensabili informazioni sulla vacanza “no alpitur”

QUI

buon fine settimana a tutti

EZLN – Primo Festival della Rabbia Degna

Posted in America Latina, Politica, Società with tags , , on settembre 19, 2008 by Maria Rubini

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE.

COMMISSIONE SESTA-COMMISSIONE INTERGALATTICA DELL’EZLN.

MESSICO

15 E 16 SETTEMBRE 2008

A GLI/LE ADERENTI ALLA SESTA DICHIARAZIONE E ALL’ALTRA CAMPAGNA

A GLI/LE ADERENTI ALLA ZEZTA INTERNAZIONAL:

AL POPOLO DEL MESSICO:

AI POPOLI DEL MONDO:

COMPAGNE E COMPAGNI:

FRATELLI E SORELLE:

Di nuovo rivolgiamo la nostra parola.

Questo vediamo, questo guardiamo.

Questo giunge al nostro udito, arriva al nostro cuore scuro.


I.

Là in alto vogliono ripetere la loro storia.

Vogliono tornare ad imporci il loro calendario di morte, la loro geografia di distruzione.

Quando non ci sradicano dalle nostre radici, le distruggono.

Ci rubano il lavoro, la forza.

Lasciano senza persone, senza vita, i nostri mondi, la terra, le sue acque e tesori.

Le città ci perseguitano ed espellono.

I campi muoiono e ci fanno morire.

E la menzogna si trasforma in governi e l’usurpazione l’arma i loro eserciti e poliziotti.

Nel mondo siamo illegali, clandestini, indesiderati.

Siamo perseguitat@.

Donne, giovani, bambini, anziani muoiono in morte e muoiono in vita.

E là in alto predicano la rassegnazione, la sconfitta, la claudicazione, l’abbandono per quelli in basso.

Qua in basso restiamo senza niente.

Solo rabbia.

Solamente dignità.

Non c’è ascolto per il nostro dolore se non da chi è come noi.

Non siamo nessuno.

Siamo soli e solo con la nostra dignità e con la nostra rabbia.

Rabbia e dignità sono i nostri ponti, i nostri linguaggi.

Ascoltiamoci dunque, conosciamoci.

Che il nostro coraggio cresca e si faccia speranza.

Che la dignità sia di nuovo radice e nasca un altro mondo.

Abbiamo visto ed ascoltato.

Piccola è la nostra voce per fare da eco a questa parola, il nostro sguardo è piccolo per così tanta degna rabbia.

Ancora dobbiamo vederci, guardarci, parlarci, ascoltarci.

Siamo altri, altre, altro.

Se il mondo non ha un posto per noi, allora bisogna fare un altro mondo.

Senza altri strumenti che la rabbia, senza altro materiale che la nostra dignità.

Dobbiamo ancora incontrarci, conoscerci.

Manca quello che manca…

II

A 3 anni dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, l’EZLN ha fatto una riflessione collettiva, alimentata dall’orizzonte più ampio di quello che le/i nostr@ compagn@ dell’Altra Campagna in Messico e della Zezta Internazionale nel Mondo ci hanno regalato.

Non è poco quello che abbiamo visto ed ascoltato, a volte direttamente, a volte nelle parole e negli sguardi degli altri, delle altre.

Tanta è la rabbia che abbiamo toccato e tanta la dignità che abbiamo trovato, che pensiamo di essere ancora più piccoli di quello che credevamo.

In Messico e nei 5 continenti abbiamo trovato quello che avevamo intuito quando abbiamo iniziato questo nostro sesto passo: c’è un altro mondo, c’è un’altra strada.

Se la catastrofe che si avvicina si può impedire e l’umanità ha un’altra opportunità, sarà per quest@ altr@ che, in basso e a sinistra, non solo resistono, ma già abbozzano il profilo di un’altra cosa.

Di qualcosa di diverso da quello che succede in alto.

Nell’impossibile geometria del Potere politico, i fondamentalismi si distribuiscono equamente: le destre tornano ultradestre e le sinistre istituzionali mutano nell’impossibile destra erudita. Chi si lamenta sulla stampa progressista del fatto che i fanatici della stampa opposta censurano, distorcono e calunniano il loro capo, a sua volta censura, distorce, calunnia e tace di fronte a qualsiasi altro movimento che non si piega al giudizio del capoccia, e senza pudore distribuiscono condanne ed assoluzioni al ritmo mediatico assurdo. Fanatici di una e dell’altra parte si disputano bugie travestite di verità ed i crimini valgono secondo il tempo mediatico che occupano. Ma tutto questo non è altro che il pallido riflesso di quello che succede nella politica.

Il disgusto di fronte al cinismo e l’incompetenza delle classi politiche tradizionali, si è trasformato in rabbia. A volte questa rabbia persegue la speranza di un cambiamento sulle stesse strade di sempre e si imbatte nella delusione che immobilizza o nella forza arbitraria che soffoca. Il nord confuso e brutale torna alle solite. Quando non fomenta frodi elettorali (come in Messico) promuove, incoraggia e finanzia colpi di Stato (come sta tentando ora in Bolivia e Venezuela). La guerra continua ad essere la sua diplomazia internazionale per eccellenza: Iraq ed Afghanistan bruciano ma, per la disperazione dell’alto, non si consumano.

Le imposizioni di egemonia ed omologazione su scala mondiale, trovano nelle nazioni, nelle regioni e nelle piccole località, gli apprendisti stregoni che tentano l’impossibile ritorno storico ad un passato dove il fanatismo era legge ed il dogma scienza. Nel frattempo, le classi politiche di governo hanno trovato nel mondo del teatro il travestimento adeguato per occultare il loro ingresso nel crimine organizzato.

Stanco di tanta avarizia, il pianeta comincia a presentare l’impagabile conto della sua distruzione. Ma anche le catastrofi “naturali” sono di classe e le sue stragi si fanno sentire soprattutto tra quelli che non hanno niente e non sono nessuno. Di fronte a questo, la stupidità del Potere non ha limiti: milioni e milioni di dollari sono impiegati per fabbricare nuove armi ed installare altre basi militari. Il Potere del capitale non si preoccupa di formare maestr@, medici, ingenier@, ma soldati. Non prepara costruttor@, ma altro distruttori.

E chi si oppone a questo è perseguitat@, incarcerat@, assassinat@.

In Messico in prigione ci sono contadini che difendevano la loro terra (San Salvador Atenco); in Italia sono perseguiti e trattati come terroristi coloro che si oppongono all’installazione di basi militari; nella Francia di “libertà, uguaglianza e fraternità” gli esseri umani sono liberi, uguali e fratelli solo se lo dicono i documenti; in Grecia la gioventù è un vizio da sradicare; ed ancora in Messico, ma ora nella città con lo stesso nome, i giovani sono criminalizzati ed assassinati e non succede niente perché non rientra nell’agenda che in alto dettano quelli di una e dell’altra parte, mentre una consultazione legittima si trasforma nel penoso lavarsi le mani di un capo di governo assassino; nella Spagna della moderna Unione Europea si chiudono giornali e si criminalizza una lingua, il basco, pensando che uccidere la parola uccide chi la inalbera; nell’Asia tanto vicina, alle richieste campagnole si risponde con ingiustizie blindate; nella superba Unione Americana, nata dal sangue di immigranti, si perseguono ed uccidono gli/le altr@ colori che vi lavorano; nel lungo dolore che si chiama America Latina è disprezzato e umiliato il sangue scuro che la sostiene; nel Caribe ribelle, un paese, Cuba, deve sommare alla disgrazia naturale quella di un blocco imperiale che non è altro che un crimine impunito.

Ed in tutti gli angoli della geografia del mondo e tutti i giorni dei loro calendari, coloro che lavorano, coloro che fanno andare avanti le cose, sono spogliati, disprezzati, sfruttati, repressi.

Ma ci sono anche volte, molte, tante, in cui ci strappano il sorriso, in cui le rabbie cercano le proprie strade, nuove, altre. Ed il “no” che si alza non solo resiste, ma comincia a proporre, a proporsi.

Dalla nostra apparizione pubblica, orami quasi 15 anni fa, è stato nostro impegno l’essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all’altra.

A volte ci siamo riusciti, a volte no.

Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi.

C’è ora qualcosa che prima non c’era, o che non riusciamo a vedere allora.

C’è una rabbia creativa.

Una rabbia che dipinge di tutti i colori le strade del basso e a sinistra nei cinque continenti…

III

Per Tutto Questo, E Come Parte Degli eventi in occasione Del 25 Anniversario Della Nascita Dell’Esercito ZAPATISTA Di Liberazione Nazionale, I 15 Anni Dell’Inizio Della Guerra Contro L’oblio, Il Quinto Anno Delle Giunte Di Buon Governo Ed Il Terzo Anno Dell’Altra Campagna E delLa ZEZTA Internazionale, Gli Uomini, Donne, Bambini Ed Anziani Dell’EZLN invitiamo tutt@ i Ribelli Del Messico E del Mondo AlLa Celebrazione Del

PRIMO FESTIVAL MONDIALE DELLA RABBIA DEGNA

DAL TEMA:

UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA

CHE SI SVOLGERÀ NELLE SEGUENTI SEDI E DATE:

NELL’ALTRA CITTÀ DEL MESSICO, DISTRITO FEDERAL, I GIORNI 26, 27, 28 E 29 DICEMBRE 2008. NELLA STRUTTURA DELL’ASSOCIAZIONE LOS CHARROS REYES DI IZTAPALAPA, del Frente Popular Francisco Villa Independiente-UNOPII, avenida Guelatao # 50, Colonia Álvaro Obregón, Delegación Iztapalapa, vicino alla stazione Guelatao della metropolitana, dove si terrà l’esposizione. E NEL LOCALE DELLA UNÍOS, calle Dr. Carmona y Valle #32, colonia Doctores, vicino alla stazione Cuauhtemoc della metropolitana, dove si svolgeranno altre attività.

NEL CARACOL DI OVENTIK, CHIAPAS, SEDE DELLA GIUNTA DI BUON GOVERNO “CORAZÓN CÉNTRICO DE LOS ZAPATISTAS DELANTE DEL MUNDO”, I GIORNI 31 DICEMBRE 2008 E PRIMO GENNAIO 2009.

NELLA CITTÀ DI SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS, CHIAPAS, I GIORNI 2, 3 E 4 GENNAIO 2009. NELLA SEDE DEL CIDECI, che si trova s Camino Real de San Juan Chamula s/n, Colonia Nueva Maravilla.

ALCUNI DEI SOTTO-TEMI DEL FESTIVAL SARANNO:

.- UN’ALTRA CAMPAGNA

.- UN’ALTRA POLITICA

.- UN’ALTRA CITTÀ

.- UN ALTRO MOVIMENTO SOCIALE

.- UN’ALTRA COMUNICAZIONE

.- UN’ALTRA STORIA

.- UN’ALTRA ARTE E UN’ALTRA CULTURA

.- UN’ALTRA SESSUALITÀ

IL FESTIVAL “UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA”, AVRÀ LE SEGUENTI CARATTERISTICHE:

1. – Nella sede di Città del Messico sarà installata una grande esposizione nazionale ed internazionale dove ogni lotta, ogni esperienza, ogni rabbia avrà un suo spazio dove potrà mostrare la sua lotta ed il suo coraggio. Affinché tutt@ possiamo guardarli, ascoltarli, conoscerli.

2. – Nella sede in territorio zapatista, la dignità e la rabbia si faranno arte e cultura, musica e canto, perché la ribellione si balla. E con le parole il dolore si farà speranza.

3. – Nella sede a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, la parola andrà e verrà per far nascere altre parole e dare forza e ragione alla rabbia.

4.- I gruppi, collettivi ed organizzazioni nazionali ed internazionali che parteciperanno al festival saranno solo quelli invitati per tale scopo. Per questo, la Commissione Sesta dell’EZLN ha avviato consultazioni con organizzazioni politiche e sociali, così come con collettivi e gruppi anarchici e libertari, di comunicazione alternativa, di arte e cultura, di difesa dei diritti umani, di lavoratori e lavoratrici del sesso, con intellettuali attivisti sociali, con ex prigionier@ politic@, tutt@ aderenti alla Sesta Dichiarazione; e con gruppi, collettivi ed organizzazioni di altri paesi, tutt@ parte della Zezta Internazional. Dopo queste consultazioni si stabiliranno i criteri per gli inviti e le regole di partecipazione.

5. – Per le tavole rotonde e conferenze, l’EZLN inviterà organizzatori sociali, pensator@ e dirigenti di progetti anticapitalisti del Messico e del Mondo. La lista degli invitati sarà resa nota in seguito.

6. – Ulteriori dettagli su come pensiamo sarà questo festival della degna rabbia saranno comunicati a tempo opportuno (cioè, quando avremo un’idea approssimativa della faccenda in cui vi stiamo cacciando).

Per ora è tutto.

LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER ATENCO!

Dalle montagne del Sudest Messicano.

Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Subcomandante Insurgente Marcos

Messico, Settembre 2008