Archivio per Ferrero

Sorella acqua, fratello euro

Posted in Politica with tags , , , , , , , , on novembre 18, 2009 by Maria Rubini

Con la conversione in legge da parte del Senato del decreto legge 135/09, approvato dal governo lo scorso 9 settembre, subisce un’ulteriore accelerazione il processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il decreto è intervenuto a modificare la normativa in materia di servizio idrico contenuta in una legge del 2008 (articolo 23 bis della legge 133/2008), che prevedeva il conferimento della gestione del servizio, in via ordinaria, a “imprenditori o società in qualunque forme costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica”. Con le nuove norme l’assegnazione in “via ordinaria” di tutti i servizi pubblici locali a rilevanza economica (oltre all’acqua sono qui considerati anche gas, energia, rifiuti e trasporti) è estesa a “società a partecipazione mista pubblica e privata”, a condizione che la selezione del socio industriale con compiti di gestione operativa “avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica” e che “al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40%”. Le gestioni cosiddette “in house” (affidamento diretto a società a capitale interamente pubblico) decadranno a partire dal 2011, mentre il 2012 è il termine oltre il quale decadranno tutti gli affidamenti a Spa quotate in Borsa nelle quali la partecipazione pubblica non sia nel frattempo scesa al 30%.

Sete di diritti

La legge di conversione del decreto, già passata il 4 novembre al Senato, è approdata ora alla Camera. Ma i rapporti di forza in aula non fanno prevedere colpi di scena nel tranquillo iter di approvazione, dal momento che, tra le forze politiche presenti in Parlamento, solo l’Italia dei Valori ha alzato la voce contro questa iniziativa del governo: “Non si può svendere in questo modo il bene più prezioso oggi esistente sulla Terra”, ha dichiarato il senatore dipietrista Felice Belisario. “Viene tolto alle istituzioni pubbliche il pieno controllo nella gestione di una delle risorse fondamentali per la vita cedendolo a enti privati capaci solo di ragionare in termini di profitto immediato. Significa dare un’arma potentissima nelle mani di soggetti estranei agli interessi locali, con conseguenze negative non sempre prevedibili”. Anche l’europarlamentare Idv Luigi De Magistris ha tuonato contro la legge: “Di questa decisione il governo deve rendere conto e per questo ho deciso di presentare al Parlamento europeo un’interrogazione sul tema”. Secondo l’ex magistrato “la battaglia per l’acqua come bene pubblico e diritto universale, in Italia e in Europa ma anche nel resto del Pianeta, è uno dei tasselli essenziali per costruire ‘un altro mondo possibile’”.

La presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, durante il suo discorso in aula, ha dichiarato: “La questione della gestione della risorsa acqua è una delle grandi questioni sulle quali si interroga il mondo intero. Non è un problema di poco conto: ragioniamoci, cerchiamo di capire meglio. Dobbiamo avere attenzione al fatto che stiamo parlando dell’acqua, la risorsa più preziosa naturalmente a disposizione dell’umanità”. Nel suo partito si registrano sensibilità differenti, tanto più che nessuno dei tre candidati alla segreteria del Pd aveva risposto positivamente alla lettera del “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua” che chiedeva al futuro segretario un impegno preciso: sia Bersani che Marino si sono infatti dichiarati contrari ad una gestione pubblica del sevizio idrico; non pervenuta, invece, la risposta di Franceschini.

Del resto, il recupero delle società miste fra le “vie ordinarie” di assegnazione dei servizi pubblici locali è conseguente al recepimento da parte del governo del modello delle amministrazioni di centrosinistra e quindi rappresenta un indubbio successo del blocco tosco-emiliano nel condizionamento del processo di riforma in corso.

Netta, infine, la contrarietà alla legge approvata dal Senato da parte della sinistra radicale: “La scelta di privatizzare l’acqua”, ha dichiarato il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, “oltre ad essere sbagliata e pericolosa in quanto fa diventare un bene essenziale e comune a tutti i cittadini un privilegio e profitto per pochi, è anche in controtendenza rispetto alle scelte di altri Paesi che precedentemente avevano optato per la strada della privatizzazione dell’acqua e che oggi sono tornati sui propri passi e stanno ripubblicizzando i servizi idrici, come avviene nella città di Parigi, che entro il 2010 opererà la ripubblicizzazione dell’intero sistema idrico della capitale francese”.

Le reazione dei movimenti

Durissime le reazioni dei movimenti impegnati da anni per il riconoscimento e la tutela dell’acqua come “bene comune” sottratto alle logiche di mercato.

“Si chiude così il lungo e duro scontro politico e istituzionale sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali”, ha detto Emilio Molinari del Comitato italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua. “Uno scontro che va avanti dal 2002 e ha contrapposto da una parte molti enti locali e alcuni partiti e d’altra i due poli politici di centrodestra e centrosinistra uniti”.
Sarcastico Marco Bersani di Attac Italia: “I ripetuti appelli di Confindustria perché si mettessero a disposizione delle imprese i servizi pubblici locali come fonte di guadano assicurato in tempi di crisi, non poteva restare inascoltato”.

“È la vittoria del mercato, della merce, del profitto”, ha tuonato indignato p. Alex Zanotelli. “Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle deboli di questo Paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!). Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione di papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’‘accesso all’acqua’ è ‘diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni’”.

La battaglia per il riconoscimento dell’acqua bene comune, però, non è ancora chiusa. Il decreto del governo si riferisce infatti ai servizi pubblici di “rilevanza economica”. Obiettivo dei movimenti diventa ora quello di ottenere dagli enti locali la dichiarazione del servizio idrico come “privo di rilevanza economica” perché dotato di rilevanza sociale, culturale, ambientale, in modo da sottrarlo alla normativa appena approvata. È quanto ha già fatto la Regione Puglia guidata da Nichi Vendola, che lo scorso 20 ottobre, con una delibera della Giunta Regionale, ha definito l’acqua un “bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica”, avviando così il processo per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.

Emilio Carnevali

DDL Alfano. Adesione di Rifondazione Comunista alla manifestazione contro il bavaglio all’informazione

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , , on luglio 14, 2009 by Maria Rubini

Aderisco con convizione all’appello lanciato per il 14 luglio dal sito Internet “Diritto alla Rete” e che propone di presentarsi “tutti imbavagliati, su You Tube e in piazza”, per la precisione a Roma, in piazza Navona, a partire dalle 19.

Una forma di protesta mediaticamente forte, concreta e giustissima contro il vero e proprio bavaglio che il Ddl Alfano vuole mettere all’informazione e alla Rete, bavaglio contro il quale giustamente scenderanno in piazza tutti i giornalisti italiani.

Il ddl Alfano, infatti, tra le varie storture che presenta ne annovera una davvero gravissima, la censura all’informazione, scritta, orale e della Rete. Ecco perchè bisogna protestare. Io lo farò insieme a tutto il mio partito, per difendere il diritto all’informazione che questo governo di destra vuole imbavagliare.

Paolo Ferrero

Il PRC aderisce allo sciopero dei trasporti indetto dai sindacati di base per protesta contro la strage di Viareggio e la mancanza di controlli per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , on luglio 6, 2009 by Maria Rubini

Stop dei trasporti martedì 7 luglio per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, contro la strage di Viareggio e la mancanza di controlli per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti. «La tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo degli ultimi mesi, i frequenti incidenti nel trasporto marittimo e in quello su strada e nel trasporto pubblico locale, dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi e che ciò sta producendo un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro. Tutto ciò accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall’altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri», scrivono i sindacati di base in una nota, chiedendo «nuove regole, più stringenti e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto».


LE CATEGORIE – Queste le modalità dello sciopero:
Trasporto ferroviario: 4 ore, dalle 10 alle 14.
Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: 4 ore, nel rispetto delle fasce protette localmente definite che saranno comunicate singolarmente.
Trasporto aereo: 1 ora di sciopero, dalle 10 alle 11.
Trasporto marittimo: 1 ora di sciopero, all’inizio di ogni partenza. (Ansa)

Chiediamo che il governo di Teheran ponga fine alla repressione

Posted in Politica with tags , , , , on giugno 23, 2009 by Maria Rubini

Rifondazione comunista, insieme ad associazioni ed esponenti del mondo del lavoro, del volontariato e della cultura, organizza per mercoledì 24 giugno alle 17 un sit-in di fronte all’ambasciata iraniana a Roma. “Chiediamo – spiega Paolo Ferrero – che il governo di Teheran ponga immediatamente fine alla repressione e garantisca a tutti il diritto a manifestare liberamente: i cittadini iraniani devono poter vedere realizzata la richiesta di nuove elezioni libere e democratiche alla presenza e con la garanzia di osservatori delle Nazioni Unite”. “Anche l’Italia – prosegue Ferrero – può o deve fare la sua parte in questo senso, come il resto della comunità internazionale. Invece la posizione del ministro Frattini e del governo Berlusconi è uguale a quella assunta durante l’occupazione israeliana della striscia di Gaza: e cioè un immobilismo svuotato di qualunque ruolo diplomatico. In quanto evidentemente i diritti dei cittadini iraniani interessano al governo di Roma meno dei cospicui affari intrattenuti con la repubblica islamica.

Rifondazione comunista aderisce all’appello “Solidarietà e sostegno alla lotta del popolo iraniano”, appello con cui molti esponenti delle forze politiche e sindacali della sinistra italiana , in solidarietà con le forze democratiche e progressiste iraniane, chiedono la fine della repressione e la liberazione dei prigionieri politici del regime.

Di seguito riportiamo i passaggi salienti dell’appello “Solidarietà e sostegno alla lotta del popolo iraniano”.

“Come esponenti di forze e movimenti democratici, di organizzazioni dei lavoratori e degli studenti guardiamo con estrema  preoccupazione a quello che sta avvenendo in Iran.  In questi giorni a Teheran si sta svolgendo uno scontro fra i vertici della Repubblica Iraniana, che vede contrapposti i poteri religiosi rappresentati da Khameney e da Rasfanjani: uno scontro giocato tutto sulla pelle del popolo iraniano.
Uomini e donne che stanno protestando per avere maggiore libertà e democrazia. Lo scontro elettorale tra il capo del governo uscente Amadinejahd e il principale candidato dell’opposizione Mousavi ha innescato una reazione popolare e fatto emergere tensioni sociali che già da tempo si stavano manifestando con una forte crescita dell’opposizione.  Per questo, di fronte alla violenza scatenatasi in questi giorni, è necessaria un’ampia mobilitazione internazionale a sostegno degli studenti, dei lavoratori e delle donne, del popolo iraniano. Chiediamo che  cessino la repressione e gli arresti, che vengano liberati i prigionieri politici del regime e che  il popolo iraniano possa scegliere liberamente il proprio futuro, in un nuovo quadro di garanzie democratiche per tutte le  espressioni politiche presenti in Iran.

Un voto alla lista comunista, l’unico che può superare il quorum

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , on giugno 5, 2009 by Maria Rubini

Bisogna votare la lista promossa da Rifondazione Comunista,Comunisti Italiani e Socialismo 2000 perché è dare il voto ad una forma di aggregazione sociale, politica e culturale che ha radicato e persegue nel portare avanti pratiche sociali di difesa del mondo del lavoro e in contrapposizione ed in rivolta rispetto al mondo storico del sopruso e della prevaricazione. Perché ha rivendicato e rivendica la verità della differenza incancellabile tra chi fece la resistenza come partigiano e chi vi si contrappose come repubblichino.

E perché mette al primo posto non soltanto il lavoro ma la condizione oggettiva dei lavoratori.
Infine perché è l’unica formazione che ha dimostrato di avere l’occhio abbastanza lungo per vedere e cercare di interpretare, ed in alcuni casi organizzare, il nuovo che emerge, spesso in modo contradditorio, all’interno di questa nostra società. E perché infine è anche giustamente laica nei confronti di tutte le forze, di tutte le aggregazioni, di tutte le associazioni da quelle storicamente determinate ai fautori del libero pensiero. E perché, infine di tutte le infini, ha chiaro che qualsiasi essere umano che attraversa il mare per arrivare in questo paese è innanzitutto e soprattutto, è immediatamente un cittadino italiano.
Nel nome di questi valori questo simbolo crediamo che possa essere l’unico in grado di raggiungere quel quorum del quattro per cento che un sistema elettorale mentecatto impone per poter far parte della “cosìddetta democrazia”.
Appello di Ivan Della Mea

Il sistema radiotv oscura la lista comunista. Sit di protesta domani davanti la sede rai

Posted in Politica with tags , , , , on maggio 27, 2009 by Maria Rubini

L’intero sistema televisivo (Rai e Mediaset) ha pressocché totalmente oscurato la lista elettorale comunista e anticapitalista (Prc-Pdci-Socialismo 2000). Ecco perché giovedì 28 maggio dalle ore 10 alle ore 12 si svolgerà davanti alla sede Rai di viale Mazzini 14 un’iniziativa di protesta cui parteciperanno i leader della lista (Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi) contro il mancato rispetto della par condicio nei confronti della lista comunista, atteggiamento che si traduce in un vero e proprio oscuramento della presenza di una lista comunista e anticapitalista nella campagna elettorale.
Sia nelle trasmissioni di confronto e dibattito maggiormente seguite (Porta a Porta, Anno Zeo, Ballarò, Matrix) che per quanto riguarda i telegiornali, la presenza dei partiti della lista è sotto l’1%, nelle ultime due settimane monitorate, secondo i dati ufficiali dell’Agcom, molto peggio anche rispetto ai radicali. Particolarmente grave è il comportamento del servizio pubblico. Ecco perché i tre leader della lista comunista Ferrero, Diliberto e Salvi hanno chiesto è ottenuto un incontro con il presidente della Rai, Paolo Garimberti, incontro che si svolgerà sempre domani mattina.
L’oscuramento della lista comunista e anticapitalista è un dato di fatto scandaloso e vergognoso, riguarda sia la Rai che Mediaset, sia le trasmissioni d’approfondimento che i tg e impedisce che i cittadini italiani vengano correttamente informati sulle proposte e le prese di posizione di una lista e di partiti che rappresentano centinaiai di migliaia di cittadini, come indicano i dati dell’Agcom qui riportati.

I dati ufficiali dell’Agcom indicano infatti che, per quanto riguarda la Rai, nelle ultime due settimane monitorate (9-16 maggio e 17-23 maggio) la lista comunista (Prc-Pdci-Socialismo 2000) ha ottenuto lo 0,91% (2 minuti e 9 secondi) e lo 0,96% (2 minuti e 11 secondi). Nella prima delle due settimane è andata meglio persino ai Radicali, che hanno ottenuto l’1.34%!. Il gruppo Mediaset, d’altro canto, tra il 9 e 16 maggio ha riservato ai partiti della lista comunista solo 17 secondi (0,11%) contro i 3 minuti e 49 secondi (1,52%) dei Radicali, mentre nella settimana tra il 17 e 23 maggio zero per cento e zero secondi a Rifondazione ed eccezionalmente 3 minuti e 15 secondi (1,13%) ai Comunisti italiani.

Paolo Ferrero

Oggi ore 12 presidio di Rifondazione in p. Montecitorio per chiedere a Berlusconi di dimettersi

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on maggio 21, 2009 by Maria Rubini

Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un’unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l’autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il referendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all’opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che e deve lasciare l’incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali.
Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di fi
rme popolare affinché Berlusconi si dimetta organizzerà oggi un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.

La condanna dell’avvocato inglese Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione, dicono i giudici milanesi è dovuta al suo aver agito “da falso testimone “per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse. Si tratta di accuse gravissime. Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio perché è davvero indegno che possa rappresentare il nostro Paese come massima carica dell’esecutivo un politico che corrompe i giudici per il proprio tornaconto personale. Berlusconi si dimetta, rinunciando quindi allo scudo del lodo Alfano che garantisce l’immunità dai processi per le più alte cariche dello Stato, e si faccia processare da un tribunale come un normale cittadino, dimostrando in tribunale la propria innocenza.