Archivio per Russia

Fidel non ci lasciare adesso… il sogno continua!

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , on gennaio 30, 2009 by Maria Rubini

L’agenzia di informazione russa Ria Novosti afferma che un consorzio petrolifero nazionale russo è stato creato per la gestione di progetti petroliferi in Venezuela coopererà anche con la statale cubana Cubapetroleo. Le due aziende hanno firmato un memorandum lo scorso 23 gennaio. L’accordo è stato firmato alla presenza del vice primo ministro russo Igor Sechin e del vice presidente del consiglio dei ministri cubano, Ricardo Cabrisas. Il consorzio comprende le russe Gazprom, Rosneft, TNK-BP, Surgutneftegaz e LUKoil, ed è gestito dalla Gazprom; l’alleanza con il Venezuela è diretta dalla statale venezuelana Petroleos de Venezuela (PDVSA). Il petrolio prodotto sarà esportato negli USA, in Cina e in Europa.

Queso significa che le tre societa’  Gazprom, Cubapetroleo e la venezuaelana PDVSA, hanno ratificato l’ accordo, per vendere i loro prodotti sotto un unico marchio, per alcuni mercati.

Questo vuol dire  di fatto la fine del bloqueo

Gli idrocarburi e gas naturali, veranno venduti in tutto il mondo compreso gli USA.

Gli Yankee hanno accettato la società, come loro fornitrice. Da qui è un passaggio storico, anche se fatto diciamo sotto copertura, ma resta il fatto che gli USA accettano un prodotto made in Cuba.

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha chiesto al presidente neo eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, d’eliminare il blocco imposto a Cuba e di guardare l’America Latina con un sguardo di simpatia.

Cuba, ha precisato, non necessita favori e non deve fare alcun gesto, ha dichiarato.  “Obama deve eliminare  questo blocco perverso che ha impedito alla Rivoluzione cubana di sviluppare la sua traiettoria normale”, ha aggiunto Lula parlando durante  una visita in Venezuela.

Dopo la firma di vari accordi in compagnia  del presidente venezuelano, Hugo Chavez, Lula ha aggiunto: “Che paese straordinario e sviluppato potrebbe essere Cuba senza il blocco, con la formazione accademica e le sue scuole d’alta qualità. Non ci sono spiegazioni politiche, sociologiche, antropologiche, o scientifiche per giustificare la continuità del blocco”, ha affermato ancora il presidente Lula da Silva, che ha considerato che Obama dovrebbe conversare con leaders come Chavez o il presidente boliviano, Evo Morales.

Secondo Lula, il presidente eletto statunitense non è stato eletto con un processo “normale”, perché scegliere una persona negra è stata un’espressione straordinaria e lui deve dare trascendenza a questa volontà del popolo nordamericano. Il governante brasiliano ha considerato che ciò implica una politica differente verso l’America Latina, che parta dal rispetto delle sovranità, delle democrazie e di una convivenza rispettosa.

Che Dio conceda molta intelligenza e sensibilità ad Obama, affinché si renda conto che non dovrà permettere che i paesi piccoli dell’America Latina e dei Caraibi, che dipendono quasi esclusivamente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti soffrano ulteriormente”, ha osservato Lula, avvisando che: “Dovrammo conversare prima che l’apparato dello Stato s’impadronisca di lui. Lo Stato è una macchina poderosa e se non lottiamo contro di lui, ci divora e non potremo più fare quello che desidereremmo”, ha detto.

“Presidente Obama: guardi l’America Latina con uno sguardo democratico, di simpatia, veda una regione che ha imparato a vivere in democrazia, a svilupparsi e ad occuparsi dei poveri: per tutto questo  lei dovrebbe fomentare  lo sviluppo e gli investimenti nella regione senza pregiudizi”, ha terminato Lula.


Ma… è un film?

Posted in Politica with tags , on agosto 29, 2008 by Maria Rubini

Questa era la prima notizia Ansa, risalente all’ 8 agosto scorso, riguardante la guerra in Georgia. Da notare come in pochi giorni la cosiddetta informazione sia riuscita a rivoltare le carte, parlando di aggressione russa alla Georgia.

(ANSA) – MOSCA, 8 AGO -Almeno 15 persone sono morte per un bombardamento da parte della Georgia con artiglieria pesante di Tskhinvali,capitale dell’Ossezia del Sud.Si tratta della provincia separatista filo-russa, assediata dalla truppe della Georgia. Lo riferisce la tv russa. E’ stato anche lanciato un attacco con carri armati alla periferia sud della capitale ed e’ stato bombardato il quartiere generale delle forze di pace della Csi. Secondo la Interfax, aerei militari georgiani hanno attaccato basi di separatisti.

MEGVREKISI 8 AGO, Georgia (Reuters) – L’aviazione georgiana ha bombardato stanotte le forze ribelli dell’Ossezia del Sud nella zona della capitale per riprendere il controllo della regione indipendentista, scatenando la reazione della Russia che ha minacciato ritorsioni e — accusa Tbilisi — ha risposto con un raid su due cittadine georgiane. Interrompendo la tregua sancita ieri sera con i separatisti sud-osseti, stanotte i cannoni georgiani hanno attaccato Tskhinvali, la capitale della regione dove oggi gli inviati delle due parti avrebbero dovuto incontrarsi per i negoziati di pace mediati dalla Russia. Un corrispondente Reuters ha raccontato che il rombo degli aerei e il fragore delle esplosioni erano assordanti anche a più di tre km dalla città. Molte case hanno preso fuoco. Mikheil Saakashvili, il presidente georgiano filo-occidentale, ha detto che le sue forze hanno “liberato” la maggior parte del territorio della capitale e ha ordinato una mobilitazione su larga scala dei riservisti militari. La Russia ha confermato le circostanze.

(TGCOM) 8 AGO, Georgia – Bombardamenti, guerriglia urbana, case e ospedali distrutti, civili in fuga e decine di morti, se non centinaia. Sale in Ossezia la tensione dopo il bombardamento delle forze aeree georgiane nella zona meridionale della regione filo russa. Immediata la reazione di Mosca, che ha inviato i suoi carri armati a proteggere gli osseziani e ha attaccato dal cielo le postazioni georgiane attorno a Tskhinvali.

Le Guerre Mondiali iniziano d’estate. La Grande Guerra scoppiò il 3 agosto, il Secondo Conflitto Mondiale fu dichiarato da Francia e Inghilterra alla Germania il 3 settembre…. che bello!

Comunque ormai tutti attribuiscono la responsabilità dell’ accaduto alla Russia e tacciono quanto è avvenuto in queste settimane: attacchi alla Russia dalla Georgia con droni israeliani, bombardamenti dell’Ossezia del sud. L’8 agosto, mentre il mondo celebrava le Olimpiadi, i Georgiani macellavano con l’artiglieria un ospedale della capitale sud/osseta facendo numerose vittime tra malati e civili. Era il momento culminante di un’operazione aggressiva compiuta da Tbilisi con il sostegno e il suggerimento dei suoi alleati. Qui non si tratta di tifare né d’ identificarsi, come dice bene Adinolfi. Non è questo che conta. Neppur si può parlare di giustizia perché, come ben noto, quando la situazione prende fuoco, raramente è da una parte sola. Si deve allora ragionare in termine di interessi nazionali ed europei. Questi sono evidenti: se proprio la guerra dovesse infuriare bisogna augurarsi che la vincano i Russi… meglio c’è da augurarsi che si riesca ad imporre la pace; una pace che permetta a Mosca di garantire lo spazio vitale e l’incolumità agli osseti, da troppo tempo carne di macello. Anche se i noti guerrafondai puntualmente si scandalizzano e fanno la morale a buon mercato facendo passare per brutale e malvagio chiunque ne ostacoli i piani di democraticissimo saccheggio.

“Sappiate compagni che se compiamo questo passo non potremmo mai più tornare indietro, qualunqunque cosa accada” Luigi Longo Segretario PCI – 1968

Posted in Comunismo, Politica, Rifondazione with tags , , , on agosto 22, 2008 by Maria Rubini


Il 21 agosto 1968 il PCI critica l’azione sovietica. Anche il Pcf francese, il più stalinista fra i movimenti comunisti occidentali, condanna l’invio dei carri armati a Praga. Il comunicato del Pci parla di «grave dissenso» rispetto all’intervento, definito «ingiustificato», dichiarando la propria solidarietà con la politica di rinnovamento intrapresa dal Pcc, sottolineando però «profondo, fraterno e schietto rapporto» con il Pcus. Ma il rapporto con il Pcus fu messo veramente in discussione nella Direzione del partito. Pajetta, Terracini e Napolitano furono i più decisi, ma la decisione presa fu quella di attendere gli eventi.

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