Archivio per Venezuela

Vertice straordinario dell’Alba su uno storico campo di battaglia. L’ncremento del numero dei membri si baserà su uno schema di cooperazione e complementarità, che considera le asimmetrie di tutti i paesi membri

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , on giugno 25, 2009 by Maria Rubini

Ecuador, San Vicente y las Granadinas e Antigua y Barbuda si uniranno questa settimana alla Alternativa Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), ha informato domenica 21 il presidente del Venezuela, Hugo Chávez.

Nella  sua colonna domenicale “Le linee di Chávez”, il presidente  ha ratificato l’importanza dell’iniziativa di cooperazione in appoggio all’integrazione  regionale.

Il Vertice straordinario dell’ALBA si realizzerà da mercoledì 24 di giugno nello Stato venezuelano di Carabobo, in coincidenza con un anniversario di una battaglia storica nel 1.821, che segnò l’indipendenza della nazione sudamericana dalla Spagna.

Il gruppo, che include Bolivia, Cuba, Dominica, Honduras, Nicaragua e Venezuela, si basa su uno schema di cooperazione e complementarità, che considera le asimmetrie di tutti i paesi membri.

In agenda, oltre i nuovi ingressi, spiccano le discussioni relative allo sviluppo di Petrocaribe e della stessa Alba, identificati dal presidente venzuelano Hugo Chavez, ospite del Vertice ma anche ideatore e animatore dell’organismo panamericano, come i due cardini centrali per la costruzione di una nuova unità continentale e per una maggior collaborazione e cooperazione tra i paesi membri, che vada oltre i meri interessi commerciali. Non a caso uno dei temi centrali dell’incontro sarà l’analisi delle modalità con cui dare nuovo impulso alla produzione di alimenti per garantire ai paesi membri dell’organismo la piena “sovranità alimentare”. Il vertice si terrà prevalentemente nella storica località di Carabobo, 130 chilometri dalla capitale Caracas, dove proprio il 24 giugno del 1821 Simon Bolivar sconfisse l’esercito spagnolo, liberando il Venezuela dal giogo coloniale. Su quello stesso campo di battaglia oggi, giornata in cui si celebra anche la festa dell’esericto venzuelano, si terrà un’inedita parata militare, alla quale, oltre alle forze armate di casa parteciperanno anche delegazioni di colleghi provenienti dagli altri paesi dell’Alba( Cuba, Honduras, Bolivia, Nicaragua, Dominica), a conferma di una forte volontà di integrazione. Al vertice che apre oggi parteciperanno anche, in qualità di osservatori, Paraguay e Granada.

da Nuestra America e Misna

Golpisti di tutto il mondo unitevi a Caracas

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on maggio 23, 2009 by Maria Rubini

Questo fine settimana Caracas, dove secondo alcuni non vi sarebbe libertà di espressione, vede la riunione di alcuni dei più sinistri rappresentanti delle destre golpiste e del fondamentalismo neoliberale in America latina finanziato dagli Stati Uniti. Ci saranno Mario Vargas Llosa, Carlos Alberto Montaner, il boliviano “Tuto” Quiroga e tanti altri amici. Tutta bella gente con auto di lusso e conti in banca a molti zeri con un solo obiettivo: screditare, diffamare, sabotare, destabilizzare e liberarsi infine dei governi democratici latinoamericani, a partire da quello di Hugo Chávez.

La denuncia dettagliatissima viene dall’avvocato statunitense Eva Golinger, che nel “Codice Chávez” svelò documento per documento il coinvolgimento del governo di Washington nel fallito colpo di stato a Caracas dell’11 aprile 2002. L’organizzazione del gran galá delle destre latinoamericane spetta al CEDICE (Centro di divulgazione delle conoscenze economiche per la libertà) diretto da quella Rocío Guijarra che fu tra i firmatari del “Decreto Carmona” durante il colpo di stato insieme al vicepresidente dell’organizzazione Óscar García Mendoza, presidente del Banco Venezuelano di Credito. I “golpisti per la libertà” in questi otto anni non hanno mai smesso di essere i principali collettori di finanziamenti statunitensi in Venezuela sempre diretti verso le parti più estremiste e fasciste o parafasciste dell’opposizione.

I nomi dei finanziatori dietro il CEDICE sono quelli di sempre e spiccano i soliti NED e USAID statunitensi e il FAES spagnolo di José María Aznar. Lo stesso CEDICE è l’entità che raccoglie i fondi e fa da consulente per i separatisti boliviani di Santa Cruz, quelli che hanno come obbiettivo dichiarato quello di “ammazzare l’indio”, Evo Morales. Con il CEDICE organizzatore dell’iniziativa è il “Cato Institute” statunitense, quello dei “Chicago Boys” neoliberali, che hanno applicato le loro teorie economiche nell’America latina degli anni ’80 e ’90 provocando decine di migliaia di morti per fame.

Il “Cato Institute” lancerà per l’occasione a Caracas un’esclusiva “Università” che sarà frequentata da 50 selezionatissimi giovani venezuelani e avrà tra i suoi docenti gente come Alvarito Vargas Llosa, figlio di Mario, e quel Yon Goicochea, ex dirigente studentesco antichavista, membro del più a destra dei partiti dell’opposizione venezuelana, il parafascista e sempre golpista “Primero Justicia”. Proprio Goicochea nel 2008 ha ottenuto dal Cato Institute (tutto in famiglia) il “Premio Milton Friedman” accompagnato da un assegno di mezzo milione di dollari oltre a continui finanziamenti soprattutto da parte di ambienti vicini a José María Aznar e al FAES spagnolo.
Invitato senza risparmio a Caracas arriverà la crema del fondamentalismo neoliberale e della sovversione aperta ai governi democraticamente eletti, che la stampa italiana è sempre pronta a denigrare. Si sentirà a suo pieno agio per esempio Mario Vargas Llosa, lo scrittore peruviano a stare al tavolo con il terrorista cubano Carlos Alberto Montaner, entrambi intervistatissimi dai media del nostro paese.
Vargas Llosa, presidente della Fondazione internazionale per la libertà, anche questa capace di dragare centinaia di migliaia di dollari l’anno, dopo un lontano passato a sinistra si è da tempo convertito all’ultradestra ed è impegnato in campagne di destabilizzazione soprattutto in Bolivia e Venezuela. Con loro ci sarà gente come Ricardo López Murphy, ultimo ministro neoliberale dell’economia in Argentina, prima del crollo o il cileno Sebastián Piñera, sconfitto da Michelle Bachelet nel 2005 nel ballottaggio delle presidenziali e che vanta una fortuna di oltre un miliardo di dollari.

Con loro, citiamo pochissimi tra i personaggi più in vista, ci saranno personaggi come l’ex presidente fondomonetarista boliviano Jorge “Tuto” Quiroga, con le mani sporche di sangue e ex vice del dittatore Hugo Banzer o il folkloristico ex Ministro degli Esteri messicano Jorge Castañeda, in gioventù spia della CIA nel partito comunista messicano e a Cuba e Francisco Flores, ex presidente salvadoreño del partito ARENA, quello degli squadroni della morte che massacrarono monsignor Romero e che ha firmato uno dei peggiori trattati di libero commercio con gli Stati Uniti. Andranno, loro e decine di altri, a rinsaldare i legami con quel sottobosco golpista venezuelano, i Marcelo Granier, padrone di RCTV, il canale televisivo che fomentò il golpe dell’11 aprile e al quale nel 2007 non fu rinnovata la licenza, i Leopoldo López, il citato Goicochea.

da LatinoAmerica

Giornata Internazionale della Resistenza Armata

Posted in Politica with tags , , , , on marzo 31, 2009 by Maria Rubini
Si sono conclusi in Venezuela, a Caracas,  il  26 marzo,  dichiarata “Giornata  Internazionale della Resistenza Armata”,   gli incontri della  Scuola Continentale di Formazione  Marxista “Manuel Marulanda”, organizzati dalla Coordinadora Continental Bolivariana (CCB).
Come è noto  la Coordinadora Continental Bolivariana, (in via di  trasformazione  in Movimiento Continental Bolivariano), è un coordinamento latinoamericano che,  solidale con le lotte di liberazione delle popolazioni oppresse e vicino  ai movimenti sociali, organizzazioni contadine, indigene e sindacali della regione, non ha mai discriminato forme diverse di lotta, a partire da quella armata. Semplicemente,  in alcune particolari condizioni di sfruttamento e oppressione si considera che questa sia un diritto inalienabile dei popoli, una “risposta possibile a pressioni sociali ricorrenti e ingiuste” come ha dichiarato lo scrittore e analista politico messicano Carlos Montemayor in questa intervista rilasciata qualche mese fa a chi scrive.
La scuola Continentale di Formazione Marxista  Manuel Marulanda vuole essere uno spazio permanente e  un momento importante di formazione per quadri di base e quindi per tutti quei rappresentanti sindacali, contadini, difensori dei diritti umani  o semplici militanti affinché possano operare e attuare richieste e trasformazioni nella società consapevoli del loro ruolo e della loro missione. Partire dallo studio dei classici del marxismo e delle esperienze rivoluzionarie internazionali,  può essere un momento importante di riflessione in questo periodo di crisi del capitalismo e del neoliberismo, ma soprattutto deve essere uno strumento valido per coloro che hanno deciso di fare della politica e della propria militanza un’opportunità per tutta  la collettività.
I lavori e gli incontri della scuola sono stati inaugurati  il 20 marzo scorso  dall’intellettuale  marxista argentino Nestor Kohan con una conferenza sul tema “Materialismo, Dialettica, e Filosofia  della Prassi”. (Qui una sua intervista in italiano rilasciata alla agenzia ABP)
Carlos Casanueva Troncoso, segretario generale della CCB e dirigente del Partito Comunista del Cile, introducendo i lavori ha salutato la vittoria del FMLN nelle ultime elezioni presidenziali in El Salvador e  ha dichiarato che nonostante fosse prevista ai seminari una partecipazione di circa  60 persone,  le presenze registrate sono state ben superiori alle 250.
Sono intervenuti apportando contributi importanti nonché la loro  personale esperienza di militanti e rivoluzionari, oltre ad Amilcar Figueroa del Parlatino, Paul del Río, presidente del Cuartel San Carlos, Narciso Isa Conde della presidenza collettiva  della CCB, anche numerosi delegati e rappresentanti del Partito Comunista del Venezuela, mentre Iñaki Gil de San Vicente de Heuskal Herria, della presidenza collettiva della CCB, non potendo essere presente per motivi di salute al seminario, ha inviato la sua esposizione sul tema: Marx e tutte le forme di lotta, la violenza e l’aspetto militare in Marx.
Le attività della scuola e gli incontri non potevano non essere caratterizzati da un forte appoggio solidario con la lotta dell’insorgenza colombiana delle FARC  e grande enfasi è stata data alla figura del leader guerrigliero colombiano deceduto proprio il 26 marzo dell’anno scorso, Manuel Marulanda, alias Tirofijo.
Lo stesso tema della vigenza della lotta armata e della sua legittimità, che accesi dibattiti e opinioni controverse suscita anche nel nostro continente, è stato indubbiamente centrale a quasi tutti i seminari ed è stato l’argomento principale del foro conclusivo sulla “combinazione di tutte le forme di lotta e la violenza in Carlo Marx”  tenutosi simbolicamente nel Cuartel San Carlos, centro di detenzione e tortura soprattutto negli anni ’70 ma in uso fino a tutto il 1994 (vi fu rinchiuso nel 1992 anche Hugo Chávez).
Gli incontri si sono conclusi con un corteo autorizzato dal municipio Libertador verso la piazza Marulanda dove un busto del guerrigliero è stato inaugurato lo scorso mese di ottobre.
Al riguardo ha segnalato Narciso Isa Conde che questa commemorazione è stata possibile nell’ambito dello spazio dell’autonomia di alcune organizzazioni del potere popolare e che “una cosa sono le relazioni tra gli stati e un’altra l’esercizio del diritto dei popoli all’interno di tali stati”.
Percorsi diversi caratterizzano il Venezuela di oggi, sempre sospeso tra passato e presente ma sempre più deciso a partire dalla base, in un percorso che trova riscontro anche nelle istituzioni,  a ridare dignità al popolo. Perchè no? Partendo anche da quei simboli che nel bene o nel male hanno segnato la cultura di una intera regione.
E così mentre si accoglie una scuola di pensiero marxista che legittimi il diritto dei popoli all’insorgenza (diritto riconosciuto come inalienabile in altre diverse situazioni geopolitiche) o si innalzano busti a Manuel Marulanda o a Che Guevara o a  Emiliano Zapata, viene rimossa la statua di Cristoforo Colombo dal parco del “Calvario”.
E non si tratta di “riscrivere” la storia come la miopia tutta eurocentrica di Rocco Cotroneo vorrebbe far credere ai lettori del Corriere della Sera, ma semplicemente  di restituire centralità alla consapevolezza della realtà storica latinoamericana   e quindi di viverla  finalmente da protagonisti e non da soggiogati, in un percorso che vuole essere più sociale che storico, più culturale che politico.
Non si tratta di un “richiamo alle origini indigene del Venezuela, evidente nei tratti somatici del suo comandante” come sottolinea il Cotroneo con una punta di razzismo, ma della rivalutazione delle figure eroiche continentali che fino a questo momento sono state oscurate e nascoste dall’iconografia occidentale dominante.
E se finalmente il 12 ottobre legittimamente potrà essere  chiamata “Giornata della resistenza indigena”, allora salutiamo con la simpatia che nutriamo da sempre per tutti i popoli oppressi, il 26 marzo “Giornata Internazionale della Resistenza Armata”.
Annalisa Melandri

Costruire una società dalla base si può.

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , on marzo 24, 2009 by Maria Rubini

A Boston, in un ricco auditorium di studenti, accademici e attivisti, il famoso intellettuale americano, Noam Chomsky, il professore Ph.D. in economia  Michael Albert, e l’ex sindaco Julio Chávez del Venezuela, hanno discusso Giovedi 19 marzo su come costruire una società dalla base.

Il dibattito si è tenuto presso il Massachusetts Institute of Technology ed è stato organizzato dal Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Boston e New York.

Con la moderazione dello scrittore e regista venezuelanalysis.com, Gregorio Wilpert, gli ospiti hanno analizzato, tra l’altro, i risultati e le sfide del processo rivoluzionario venezuelano per quanto riguarda la costruzione del Popolo.

L’analisi fornite da Wilpert introduttiva, è stata inquadrata in campo politico, economico e sociale del Venezuela, dopo la prima elezione del Presidente Hugo Chávez nel 1998, con l’incoraggiamento dei creativi modelli di partecipazione, oltre ad un aumento del sistema socio-economico.

L’ex sindaco di Carora e ora Vice legislatore del Consiglio regionale nello stato di Lara, Julio Chavez, ha affermato che al di là delle idee, progetti e sogni utopici, ci sono fatti concreti come i progressi nella costruzione People’s Power, che ha avuto inizio con la Costituente comunale, al fine di agevolare il progresso di una nuova metodologia di progettazione partecipata.

Julio Chávez ha spiegato i dettagli di come il 100% degli investimenti delle risorse del Comune sono discussi e attuati attraverso il Consiglio della Comunità e di altre organizzazioni, garantendo la partecipazione diretta del popolo consapevolmente organizzato in gestione di co-responsabilità, e assumendo i poteri che sono stati riservati per le istituzioni.

L”ex-sindaco ha sollevato la discussione della nuova geopolitica della zona da cui si esprime la formazione di un modello di produzione socialista, che consente di trattare con la crisi del capitalismo globale, dal basso verso l’alto, mettendo l’essere umano come il centro e non il capitale.

Michael Albert ha sottolineato l’importanza di rompere la logica del mercato globale e andare avanti con fermi passi verso la costruzione di una nuova società. Albert ha inoltre fatto una critica della situazione dei media in Venezuela, “dobbiamo discutere se la libertà di parola è il libero accesso delle comunità per gestire i media, o il diritto di qualche società di controllo” ha detto l’intellettuale, che ha concluso il suo intervento con un appello al popolo americano per difendere il Venezuela.

Chomsky, noto anche come il padre della moderna linguistica, ha sottolineato l’importanza della organizzazione contro l’isolamento, per garantire lo sviluppo di movimenti e il progressivo rafforzamento delle sezioni più deboli della società. Allo stesso modo, gli intellettuali hanno sottolineato l’importanza dello Stato nella promozione di nuovi modelli economici e sociali.
“Le principali innovazioni nel mondo sono state guidate da uno Stato. Guardatevi intorno, il ruolo di impulso nei Stati americani del computer l’industria, l’industria aerospaziale, i prodotti farmaceutici.
Questo non è uno Stato socialista, ma ha elementi che sono più vicini a ciò che molti vorrebbero riconoscere “.

L’evento si è concluso con la consegna del Prof. Chomsky  dell’ “Ordine del People’s Power” a Julio Chavez, che lo ha ricevuto a nome del Comune di Torres.


Venezuela rivoluzionaria: ancora sconfitto il blocco antistorico mondiale

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on febbraio 17, 2009 by Maria Rubini

Nonostante l’irrazionale blocco antistorico mondiale che vede andare a braccetto fascisti inveterati, media mainstream al servizio della borghesia e dell’imperialismo, filo-franchisti spagnoli, neoliberisti di destra, di centro e di “sinistra”, sedicenti libertari, razzisti, sedicenti difensori della causa indigena, xenofobi, realisti più realisti del re, papisti più papisti del papa, “comunisti” più comunisti di Lenin, antichi guerriglieri (Teodoro Petkoff &C., la autonominatasi Bandera Roja che non disdegna di scendere in piazza con le svastiche di alcuni “studenti”) incartapecoriti da sempre in odore di infiltrazione, professoroni universitari che hanno letto di tutto fino ad isolarsi dal mondo reale, ultrarivoluzionari a parole ed ultra-sinistri autodefinentesi in tutte le salse e per tutti gusti sul mercato delle etichette; volete i bordighisti? Pardon, i “comunisti di sinistra”? Gli anarcoidi? I sedicenti gruppetti trotkistoidi, internazionalisti situazionisti? Li ritrovate tutti qui – formatosi in questi ultimi mesi – o forse sarebbe meglio dire anni – per farla finita con la Rivoluzione Socialista Bolivariana in Venezuela, la classe operaia venezuelana, le donne del popolo, i giovani dei barrios, i venezuelani e le venezuelane che hanno conservato quel minimo di lucidità e di reale coscienza critica, non si sono fatti turlupinare da una opposizione i cui capi storici hanno partecipato attivamente in tentativi di colpi di stato, in assalti alla ambasciata cubana, in azioni di distruzione delle infrastrutture pubbliche e sanitarie, in ogni tipo di azione e di sabotaggio contro un processo rivoluzionario che più democratico e tollerante – in molti casi fin troppo, ci pare – non ci si può permettere di esigere, senza provare almeno un po’ di vergogna, per chi conserva un minimo di etica e di coscienza.

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Fidel non ci lasciare adesso… il sogno continua!

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , on gennaio 30, 2009 by Maria Rubini

L’agenzia di informazione russa Ria Novosti afferma che un consorzio petrolifero nazionale russo è stato creato per la gestione di progetti petroliferi in Venezuela coopererà anche con la statale cubana Cubapetroleo. Le due aziende hanno firmato un memorandum lo scorso 23 gennaio. L’accordo è stato firmato alla presenza del vice primo ministro russo Igor Sechin e del vice presidente del consiglio dei ministri cubano, Ricardo Cabrisas. Il consorzio comprende le russe Gazprom, Rosneft, TNK-BP, Surgutneftegaz e LUKoil, ed è gestito dalla Gazprom; l’alleanza con il Venezuela è diretta dalla statale venezuelana Petroleos de Venezuela (PDVSA). Il petrolio prodotto sarà esportato negli USA, in Cina e in Europa.

Queso significa che le tre societa’  Gazprom, Cubapetroleo e la venezuaelana PDVSA, hanno ratificato l’ accordo, per vendere i loro prodotti sotto un unico marchio, per alcuni mercati.

Questo vuol dire  di fatto la fine del bloqueo

Gli idrocarburi e gas naturali, veranno venduti in tutto il mondo compreso gli USA.

Gli Yankee hanno accettato la società, come loro fornitrice. Da qui è un passaggio storico, anche se fatto diciamo sotto copertura, ma resta il fatto che gli USA accettano un prodotto made in Cuba.

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha chiesto al presidente neo eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, d’eliminare il blocco imposto a Cuba e di guardare l’America Latina con un sguardo di simpatia.

Cuba, ha precisato, non necessita favori e non deve fare alcun gesto, ha dichiarato.  “Obama deve eliminare  questo blocco perverso che ha impedito alla Rivoluzione cubana di sviluppare la sua traiettoria normale”, ha aggiunto Lula parlando durante  una visita in Venezuela.

Dopo la firma di vari accordi in compagnia  del presidente venezuelano, Hugo Chavez, Lula ha aggiunto: “Che paese straordinario e sviluppato potrebbe essere Cuba senza il blocco, con la formazione accademica e le sue scuole d’alta qualità. Non ci sono spiegazioni politiche, sociologiche, antropologiche, o scientifiche per giustificare la continuità del blocco”, ha affermato ancora il presidente Lula da Silva, che ha considerato che Obama dovrebbe conversare con leaders come Chavez o il presidente boliviano, Evo Morales.

Secondo Lula, il presidente eletto statunitense non è stato eletto con un processo “normale”, perché scegliere una persona negra è stata un’espressione straordinaria e lui deve dare trascendenza a questa volontà del popolo nordamericano. Il governante brasiliano ha considerato che ciò implica una politica differente verso l’America Latina, che parta dal rispetto delle sovranità, delle democrazie e di una convivenza rispettosa.

Che Dio conceda molta intelligenza e sensibilità ad Obama, affinché si renda conto che non dovrà permettere che i paesi piccoli dell’America Latina e dei Caraibi, che dipendono quasi esclusivamente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti soffrano ulteriormente”, ha osservato Lula, avvisando che: “Dovrammo conversare prima che l’apparato dello Stato s’impadronisca di lui. Lo Stato è una macchina poderosa e se non lottiamo contro di lui, ci divora e non potremo più fare quello che desidereremmo”, ha detto.

“Presidente Obama: guardi l’America Latina con uno sguardo democratico, di simpatia, veda una regione che ha imparato a vivere in democrazia, a svilupparsi e ad occuparsi dei poveri: per tutto questo  lei dovrebbe fomentare  lo sviluppo e gli investimenti nella regione senza pregiudizi”, ha terminato Lula.


Chàvez: Obama è il miasma per non dire un’altra parola

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , , on gennaio 19, 2009 by Maria Rubini

Washington. Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ritenuto il presidente del Venezuela, Hugo Chávez un ostacolo al progresso in America Latina, e ha espresso preoccupazione per le relazioni che supporta le FARC.

In un’intervista con la rete statunitense Univision, Obama ha detto che “Chavez è stata una forza che ha impedito il progresso nella regione”, nonostante il fatto che il Venezuela è un paese importante nella emisfero e fornitore di petrolio.

Anche se egli ha ribadito la sua posizione, che sarà pronto ad avviare i colloqui, Obama ha dichiarato: “dobbiamo essere molto fermi quando vediamo questa notizia, dicendo che il Venezuela è l’esportazione del terrorismo o sostenere le organizzazioni come le FARC.”

“Ciò che crea problemi non può essere accolto. Non si tratta di un buon comportamento internazionale”, ha detto in una conversazione, doppiato in spagnolo. Il colloquio è stato registrato la scorsa settimana, ma divulgato per la maggior parte di questa Domenica.

Solo il Sabato, Chavez ha detto che come presidente, Barack Obama sarà “un fiasco per la sua gente e il mondo”, lo descrive come un “miasma” e accusandolo di intervenire nella politica locale.

Spero di sbagliarmi, ma credo che (con) Obama è il miasma (emanazione di acqua stagnante e di sostanze in decomposizione), per non dire un’altra parola. Questo è ciò che penso”, ha detto Chavez in un evento pubblico .

Nel colloquio, Obama ha osservato che in relazione a paesi come Cuba, ha detto che è interessato a vedere se sono in grado di modificare le attuali norme che limitano viaggio per l’isola e l’invio di denaro da parte degli Stati Uniti di origine cubana. “Penso che sia un buon punto di partenza, non rimuovere l’embargo, ma invia un segnale che siamo aperti a ulteriori colloqui, se Cuba è disposta a sviluppare gravi delle libertà personali”, ha detto.

Obama ha osservato che la sua presidenza vorrebbe vedere un cambiamento nella sua politica verso l’America Latina a dimostrare che “noi siamo pronti a parlare con chiunque quando vantaggio. Noi siamo rispettosi di tutte le parti.” Il Presidente eletto ha affermato che la sua politica avrà inizio nel corso e inizia con il riconoscimento del fatto che gli Stati Uniti è vicino a questo continente, e tutti gli altri paesi l’emisfero, Brasile, Messico, Argentina, Cile, sono un contributo importante. “La nostra missione come una politica degli Stati Uniti non è quella di dettare ciò che dovrebbe o ad altri paesi, ma trovare la cooperazione di interesse reciproco”, ha detto Obama, che assume la presidenza il 20 gennaio a mezzogiorno.

da La Jornada